Alfa speed record [ITA/ENG]

Alfa speed record

La vera storia della Alfa Romeo Bimotore 6.3 L

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Il 15 giugno 1935, esattamente 81 anni fa, al tempo in cui i simboli Ferrari e Alfa Romeo erano riuniti su un’unica vettura, un signore dal nome Tazio Giorgio Nuvolari infrangeva il record di velocità su una mostruosa Alfa bimotore capace di 540 CV. Facciamo prima però un passo indietro: siamo in pieno periodo fascista e Enzo Ferrari “pressato” dal regime, che male tollera la sfacciata supremazia delle frecce d’argento nelle competizioni, escogita un sistema tutto sommato semplice e senza la necessità di dover progettare un nuovo motore, per aver a disposizione il doppio della potenza all’epoca disponibile in casa Alfa Romeo. In realtà l’idea del bi-motore non era propriamente una novità, infatti 4 anni prima il Commendatore Vittorio Jano, già progettista della casa del “biscione” e da poco incaricato di riportare sui podi la casa milanese, aveva adottato proprio questo stratagemma 1.

Ma tornando al progetto di Enzo Ferrari, l’idea relativamente semplice consisteva nel posizionare un motore nella classica posizione anteriore e uno, subito dietro al pilota, “gonfiando” la carenatura posteriore, tanto da poter ospitare il motore aggiuntivo e posizionando i serbatoi del carburante nelle fiancate.

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Il commendatore impiega due motori da 8 cilindri in linea (ricavati dalla P3 del 1934), ciascuno da 2.905 cc. con una potenza di 270 CV l’uno e una resa complessiva di 540 cavalli a 5.400 giri. Viene adottata una interessante soluzione per accoppiare i motori impiegando un albero motore passante attraverso l’albero principale del cambio, che era cavo. Nasce così la Alfa Romeo Bimotore 6.3 L.

Il 4 aprile 1935 Marinoni è pronto per testare la vettura e il 10 aprile partecipa ai test anche Nuvolari che tocca i 341 km/h. sull’autostrada tra Brescia e Bergamo.

Realizzata in due esemplari, il 12 maggio la Bimotore 6.3 L Scuderia Ferrari debutta al Gran Premio di Tripoli in Libia (che all’epoca era una colonia italiana), sul Circuito di Mellaha. Sono iscritte con il n.4 la Bimotore di Tazio Nuvolari e con il n.5 quella di Louis Chiron.

La bimotore si dimostra estremamente potente ma malgrado le grandi capacità di Tazio, altrettanto ingovernabile, soprattutto a causa della elevata potenza che porta l’auto ad essere estremamente instabile in particolare in accelerazione e in curva; è infatti la Mercedes-Benz W25 di Rudolf Caracciola a chiudere in prima posizione, mentre Nuvolari e Chiron tagliano il traguardo rispettivamente quarto e quinto.

Al Gran Premio di Germania all’Avusrennen i difetti della Bimotore vengono definitivamente confermati, tanto che Nuvolari è costretto a fermarsi decine di volte per cambiare gli pneumatici logorati dalle spinte trasversali della vettura in fase di accelerazione.

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Si decide così di accantonare il progetto Bimotore, ma non prima di aver sfruttato la vettura per un tentativo di record sulla Autostrada Firenze-mare. la Alfa Romeo 6.3 L “bimotore” avrebbe corso nel tratto compreso tra Altopascio e Capannori. per conquistare il record nella Classe B (vetture con motore di cilindrata compresa tra 5000 e 8000 cc.).

Tazio affrontò la sfida senza esitazione come aveva sempre fatto, ma quel giorno la Firenze-mare era battuta da un forte vento e la vettura in uscita da un sottopasso, venne spinta lateralmente e iniziò a sbandare fino ad arrivare al limite della carreggiata, ma fu solo grazie alle incredibili capacità del pilota mantovano che il disastro venne schivato.

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«La Gazzetta dello Sport» dell’epoca, così commentava  l’impresa di Tazio: “Il primo passaggio di andata sulla base rilevava infatti che il mantovano non si era risparmiato. Egli infatti aveva compiuto il miglio lanciato in 18” 63/100, alla media di km./h 336,252 ed il chilometro in 10” 90/100, alla media di km./h 330,275. Constatato alla fine del rettifilo di Lucca che la vettura era a posto e che le gomme non avevano sofferto, Nuvolari ritornava sulla base e nel ritorno compiva il miglio in 17”23/100 alla media di km./h. 336,252 ed il chilometro in 11” 50/100, alla media di km./h 313,043. Fatte le medie dei tempi, il chilometro era stato dunque percorso in 11” 20/100, alla media di km./h 321,428 ed il miglio (metri 1609) in 17” 93/100 alla media di km./h 323,125”.

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Dei due esemplari realizzati uno è di proprietà del Museo Alfa Romeo che l’ha completato con alcune parti mancanti e dotato di un cofano trasparente, ed è oggi esposto nel Museo Alfa Romeo di Arese, l’altro è stato acquistato nel 1937 dal pilota inglese Austin Dobson che  lo stesso anno ha corso in gare nazionali sui circuiti di Donington e Brooklands dove conquistò il record sul giro di classe B del circuito di montagna, raggiugendo le 77.84 mph.

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Alla fine della stagione Dobson ha venduto la vettura a Peter Aitken che ha deciso di modificarla per renderla più adatta alle corse inglesi. Nel 1939 la Bimotore è stata praticamente tagliata in due, rimosso il motore posteriore, assieme alla trasmissione e alle sospensioni posteriori e sostituito con un nuova scatola del cambio a pre-selezione ENV e un nuovo assale posteriore montato su molle quarto-ellittiche. Questa nuova versione della Bi-motore è stata battezzata “Alfa-Aitken”.

Alfa Romeo Bimotore 6.3 L. – Dati tecnici
Passo (mm) 2800
Carreggiata anteriore (mm) 1380
Carreggiata posteriore (mm) 1380
Altezza minima (mm) 1350
Altezza massima (mm) 1390 (con pinna posteriore)
Lunghezza 4160
Peso a vuoto (kg) 1000
Peso complessivo (kg) 1310 (1100*)
Motori 2×8 cilindri
Alesaggio x corsa (mm) 71×100
Cilindrata totale (cm³) 5810 (6330**)
Potenza (CV) 540 a 5400 giri/min
Pneumatici anteriori 5.50×19 (5.50×20***)
Pneumatici posteriori 6.50×19 (7.00×21***)
Serbatoio carburante (litri) 240
Serbatoio olio (litri) 40
Telaio Longheroni e traverse in lamiera stampata con sezione a “C”
Motore Due otto cilindri in linea Alfa Romeo. Cilindrata totale: 5,8 L o 6,3 L
Trasmissione Manuale a tre rapporti
Categoria Formula Grand Prix
Anno di produzione 1935
Progettata da Luigi Bazzi, Arnaldo Roselli e Enrico Beltracchini
Sostituita da Alfa Romeo 12C
Piloti Tazio Nuvolari, Luis Chiron e Raymond Sommer

(*) Peso dichiarato in assetto da record, Lucca 15/6/1935
(**) Cilindrata del secondo esemplare
(***) In assetto da record

Articolo di: Vittorio Piaggi

Note

[1] La 6C 1750 pur essendo stata fresca vincitrice della Mille miglia nel 1930 aveva fatto oramai il suo tempo ed era in procinto di essere sostituta dalla 8C 2300 a otto cilindri, di cui Jano aveva appena ultimato la messa a punto. La 8C però, con una potenza di soli 150 Cv e uno chassis da 850 kg, lasciava presagire prestazioni non sufficientemente brillanti. Occorreva qualcosa in più per poter partecipare in modo competitivo al Gran Prix del 1931, per lo meno una vettura che raggiungesse senza troppe difficoltà i 210/220 km/h. Almeno 60 km/h in più di quanto la 8C poteva offrire. Il tempo e i fondi disponibili all’epoca non permettevano di avviare nuovi progetti. Jano pensò quindi di preparare due vetture: da un lato la 8C 2300, che si trovava già ad un buon livello di sviluppo, dall’altro una nuova vettura con due motori affiancati, utilizzando due propulsori ricavati dalla 6C 1750 gran sport da 110 cavalli l’uno, già ampiamente sperimentati in diverse edizioni della Mille Miglia.

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Car_Musée_Enzo_Ferrari_0048 - pic Arnaud 25 -wikimedia

Car_Musée_Enzo_Ferrari_0051 - pic Arnaud 25 - wikim

Alfa_Romeo_Bimotore_rl - foto Herranderssvensson - wikimedia c

Alfa speed record [English version]

The true story about Alfa Romeo Bimotore 6.3 L

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On June 15, 1935, exactly 81 years ago, at the time when the symbols Ferrari and Alfa Romeo appear on a single car, a gentleman named Tazio Giorgio Nuvolari breaks the land speed record for a monstrous Alfa twin-motors able of 540 HP.

Let’s first though step back: we are in the middle of the Fascist period and Enzo Ferrari “pressed” by the regime, which don’t tolerate the blatant evil supremacy of silver arrows in the races, devises a system quite simple and without the need to design a new engine, for having twice the engine power at that time available in house Alfa Romeo.

Actually the idea of bi-engine was not strictly a novelty, in fact 4 years before the designer Vittorio Jano, formerly Commander of the House of the snake and recently commissioned to report on podiums the milanese House, had adopted this stratagemma 1.

Car_Musée_Enzo_Ferrari_0049 - pic v - wikim

But returning to the project of Enzo Ferrari, the relatively simple idea was to put an engine in the front and a classic position, just behind the pilot, “inflating” the back fairing enough to accommodate the second engine and placing the fuel tanks in the sides. The Commander Enzo Ferrari takes two 8-cylinder engines (derived from P3 of 1934) each from 2,905 cc. with an output of 270 HP each and an overall yield of 540 HP at 5,400 rpm. An interesting solution is adopted for coupling the motors with a shaft passing through the main shaft of the gearbox, which was hollow. Hence, the Alfa Romeo Bimotore 6.3 L.

The April 4, 1935 Marinoni is ready to test the car and on April 10 also tests Nuvolari who touches 341 km/h on the motorway between Bergamo and Brescia.

Two bimotore will be maded and on 12 may the 6.3 L twin-engined Scuderia Ferrari Debuts at the Tripoli Grand Prix in Libya (which was then a colony of Italy), at Mellaha Circuit. Are entered with the # 4 the Twin-engine of Tazio Nuvolari and the # 5 to Louis Chiron.

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The twin-engine proves extremely powerful but despite large capacity of Tazio, equally ungovernable, especially due to the high power that makes the car to be extremely unstable especially when accelerating and cornering. In fact is the Mercedes-Benz W25 by Rudolf Caracciola to close in the first position, while Nuvolari and Chiron cross the finish line fourth and fifth respectively.

Car_Musée_Enzo_Ferrari_0052 - pic Arnaud 25 - wikim

The Grand Prix of Germany at the Avusrennen Twin-engine defects shall be definitively confirmed, so much so that Nuvolari is forced to stop dozens of times to change the tyres worn out from the transverse thrusts of the car during acceleration. Enzo Ferrari decides to shelve the project Bimotore, but not before he tapped the car for a record attempt on the Highway Firenze-mare. The Alfa Romeo 6.3 L would run in the stretch between Alton and Capannori, to conquer the record in class B (cars with engine displacement between 5000 and 8000 cc.).

Car_Musée_Enzo_Ferrari_0050 - Arnaud 25 - wikim

Tazio faced the challenge without hesitation as he had always done, but that day the Firenze-mare was beaten by a strong wind and the car out of an underpass, was pushed to the side and began to pull up to the limit of the roadway, but it was only thanks to the incredible ability of the Mantuan pilot that the disaster was avoided. «La Gazzetta dello Sport “at the time, thus commented the enterprise of Tazio,” the first step forward based on noted that the mantovano had not spared. He had made the Mile 18″ 63/100, launched at an average speed of 336.252 and the kilometer in 10″ 90/100, at an average of 330.275 km/h. Found at the end of the finishing straight of Lucca that the car was in place and that the tires had not suffered, Nuvolari returned on the basis and in return made the mile in 17 ” 23/100 km average of km/h. 336.252 and the kilometer  in 11″ 50/100, at an average of 313.043 km/h. Made time averages, so the kilometer had been going in 11” 20/100, at an average of 321.428 km/h and the mile (1609 m) in 17 ‘ 93/100 at an average of km/h 323.125 “.

Of the two built one is owned by the Alfa Romeo Museum which is completed with some missing parts and features a transparent bonnet, and is now displayed in the Museo Alfa Romeo in Arese, the other was bought in 1937 by the British driver Austin Dobson, that same year competed in national competitions on the circuits of Donington and Brooklands where he’s captured the class B Circuit lap record of mountain , by reaching the 77.84 mph.

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At the end of the season Dobson sold the car to Peter Aitken who decided to change it to make it more suited to British racing. In 1939 the Twin-engine was virtually cut in half, remove the rear engine, along with the transmission and rear suspension and replaced with a new gearbox in pre-selection ENV and a new rear axle mounted on quarter-elliptic springs. This new version of the Bi-engine was renamed “Alpha-Aitken”.

Alfa Romeo Bimotore 6.3 l.-technical data
Wheel base (mm) 2800
Front track (mm) 1380
Rear track (mm) 1380
Minimum height (mm) 1350
Maximum height (mm) 1390 (with rear fin)
4160 length
Empty weight (kg) 1000
Total weight (kg) 1310 (1100 *)
2 x 8-cylinder engines
Bore x stroke (mm) 71×100
Total displacement (cm ³) 5810 (6330 **)
Power (HP) at 5400 RPM 540
Front tires x19 5.50 (5.50 x 20 ***)
Rear tires 6.50 x19 (7.00 x 21 ***)
Fuel tank (litres) 240
Oil tank (litres) 40
Frame Spars and stringers in stamped plate with C-shaped section
Two eight-cylinder engine for Alfa Romeo. Total displacement: 6.3 L or 5.8 L
3-speed manual transmission
Category Formula Grand Prix
Production year 1935
Designed by Luigi Bazzi, Arnaldo Roselli and Enrico Badsha
Replaced by Alfa Romeo 12 c
Pilots Tazio Nuvolari, Luis Chiron and Raymond Sommer

(*) Declared weight in record-structure, Lucca 6/15/1935
(**) Displacement of second copy
(***) Record mode

Article by Vittorio Piaggi

Notes

[1] The 6 c 1750 fresh Mille miglia winner despite having been in 1930 had done now its time and was about to be replaced by 8 c 2300 to eight cylinders, which Jano had just finished tweaking. The 8c though, with an output of only 150 HP and a chassis of 850 kg, inauspicious insufficiently brilliant performance and it needed something extra to participate competitively at the Grand Prix in 1931, at the very least a car that reached without too much difficulty the 210/220 km/h. At least 60 km/h more than the 8c could offer. The time and funds available at the time did not allow to start new projects. Jano thought then prepare two cars: on the one hand, the 8 c 2300, which was already at a good level of development, on the other hand a new coach with two engines side-by-side, using two boosters derived from 6 c 1750 Gran Sport of 110 horsepower each, already widely experienced in several editions of the Mille Miglia.

 

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