Alfa Romeo 33: Coppa d’oro a Villa d’Este 2018 [ITA/ENG]

La storia della più bella Alfa Romeo i tutti tempi

Sempre di grande interesse stilistico ed agonistico i modelli partecipanti al Concorso a Villa d’Este, che con il motto “Hollywood on the Lake“, quest’anno è stato dedicato alle atmosfere hollywoodiane del passato.

Spettacolare la Ferrari 335 Sport del 1958, alla quale è stato assegnato il Trofeo “Best of Show“, la Moto Major del 1948 è stata proclamata vincitrice dell’ottavo Concorso di Motociclette, ma sicuramente la stella di quest’anno è l’Alfa Romeo 33/2 stradale, probabilmente la più bella vettura sportiva mai realizzata, nata più di cinquant’anni fa dalla mano di Franco Scaglione.

Nel 1964 prendeva forma, ma ancora ad uno stadio embrionale, una delle più belle e rappresentative auto del design italiano. Non ebbe però il successo che meritava a causa del prezzo inavvicinabile e ciò probabilmente contribuì ulteriormente a renderla un’auto mitica e irraggiungibile tanto quanto la Ferrari 250 GTO.

Caratterizzata da una linea fantastica e assolutamente attuale, rappresenta ancora oggi una irraggiungibile e perfetta sintesi di eleganza e sportività.

1965-1977: dodici anni di trasformazioni

1964

Alfa romeo 33 segna il ritorno del “biscione” nel mondo delle corse dal quale si era ritirata nel lontano 1951. L’allora Presidente Giuseppe Luraghi nel 1964 darà il via al progetto “105.33” (le auto derivate dalle Giulia venivano identificate con il codice numerico 105, mentre 33 era il numero assegnato a questo prototipo).

1965

Arriva all’Autodelta un primissimo prototipo costruito su un telaio tubolare in lega leggera di magnesio realizzato da Aeronautica Sicula, una fabbrica Palermitana che produceva elicotteri, mentre la carrozzeria era stata battuta in lastra di Peraluman nel Centro stile Alfa Romeo.

Il motore subisce numerose evoluzioni: la prima auto testata in pista impiegava il motore prestato dalla Alfa Romeo TZ 2 da 1570 cc. a 4 cilindri, che nella successiva elaborazione divenne un 8 cilindri a V di 90° da 1995 cc. Questa è la scheda tecnica del prototipo 750.33.001, che corrisponde alla prima versione con quattro candele, alimentato con carburatori Weber 46IDF2.

Scheda tecnica

Motore V8 di 90°; Alesaggio 78 x Corsa 52,2
Cilindrata Unitaria cc. 249,25
Cilindrata totale cc.1995,4; Area stantuffo 47,76 cmq.
Rapporto Corsa Diametro 0,669
Rapporto Corsa Lunghezza di biella 2,31; Rapporto Compressione 11,1:1
Potenza max. 240 Cv
Potenza specifica 120 Cv / litro
Coppia e regime corrispondente 20,7 Kgm
Metri al secondo pistoni 16,3
Consumo specifico 250 gr. / Cv / h.
Consumo lubrificante inferiore a 100 gr. / h.
Monoblocco in alluminio con aspirazione centrale e scarichi esterni.
Disassamento tra i cilindri 21 mm.
Albero motore in acciaio di “tipo piatto” con volantino smorzatore e manovelle affiancate.
Supporti di banco 5, Diametro mm. 60, Spessore mm. 21 (i 2 esterni ed il centrale) gli altri mm. 18
Dimensione perni di manovella Diametro mm. 45
Dimensione spinotti Diametro mm. 20
Cuscinetti di banco e di biella Wanderwell a guscio sottile
Spinotti con boccola in bronzo
Testate in Alluminio con camera di scoppio emisferica
Pistoni a pattino in alluminio con teste bombate e 3 segmenti di cui 2 di tenuta ed 1 raschia olio, marca Borgo
Bielle in acciaio con distanza tra i centri di mm. 120
Camicie in ghisa riportate di tipo umido
Raffreddamento ad acqua con 2 radiatori laterali e con vaso di espansione. Pressione di funzionamento 0,9 mm. di colonna d’acqua Capacità circuito litri 13
Distribuzione 2 valvole per cilindro e 4 assi a camme. Comando nella parte anteriore del blocco cilindri di tipo misto con treno di ruote dentate e catene.
Alberi a camme in acciaio da cementazione e su 5 supporti.
Angolo tra le valvole 48° ( 23° per l’aspirazione e 25° per lo scarico )
Diametro valvole Aspirazione 40,5 mm., scarico mm. 36
Alzata mm. 10,2
Diagramma di distribuzione Aspirazione anticipo 50°
Alimentazione quattro carburatori Weber 46 IDF2
Accensione 1 candela per cilindro diametro mm. 10 Lodge RL

1966

Ai primi di gennaio la 33 fece i primi test sul circuito sperimentale del Balocco. Si tratta di un prototipo dotato di cofano a punta.

1967

Il 7 Gennaio vi fu al Circuito di Monza una presentazione ufficiale alla presenza di un ristretto numero di giornalisti. Questa nuova versione era sempre aperta, ma più affusolata e simile a quella finale e dotata di una nuova presa d’aria “periscopica”.

La giornata ebbe un epilogo abbastanza tragico. Sulla pista gelida, da poco ripulita dalla neve, mentre il motore V8 della 33 inizia a scaldarsi nei primi giri, la 33 giunta alla Variante uscì di pista a causa di un improvviso problema alle pinze dei freni e iniziando a capottarsi si fermò a bordo pista, dove prense fuoco. Il pilota Dorino Zeccoli se la cavò con una lesione ad una vertebra. Dato l’esito orribile della presentazione, venne fissato per il 6 marzo un nuovo incontro con i giornalisti sul medesimo circuito, dove vennero schierati tre esemplari; questa volta andrà tutto bene. Il debutto in gara giunse pochi giorni dopo: il 12 marzo nella cronoscalata a Fleron in Belgio, dove apparve la versione aperta e “periscopio”, che grazie alla guida di Teodoro Zoccoli riscosse la prima vittoria.

In aprile tre T33 vennero iscritte da Autodelta alla 12 ore di Sebring: (n.64, 65 e 66), ma nessuna poté concludere la gara a causa di problemi meccanici.

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Lo stesso anno Nanni Galli vinse la cronoscalata Palermo-Monte Pellegrino, alla quale seguì la partecipazione al Campionato del Mondo Sport Prototipi, che non porterà grandi successi a parte il quinto posto alla 1000 km del Nürburgring, che per la 33 fu il miglior risultato di quell’anno. Sempre nel ‘67 venne messa in vendita la versione stradale rivestita dalla famosa carrozzeria di Franco Scaglione, ma a causa del prezzo stellare (9.750.000 lire di listino, circa 4 milioni più cara di una Ferrari), non riscuoterà il successo meritato; dallo stabilimento del Portello usciranno infatti solo diciotto esemplari.

1968

Le numerose partecipazioni agonistiche del 1967 portarono il Reparto Corse Alfa Romeo ad elaborare un nuova versione: la 33/2, che comprendeva diverse migliorie ed aggiornamenti meccanici, oltre ad una nuova carrozzeria elaborata dallo stesso Scaglione.

La 33/2 partecipò alle più importanti gare del Campionato Internazionale Marche nella categoria Sport Prototipi: la 1000 km del Nurburgring, la 1000 km di Monza, la 12 ore di Sebring e la Targa Florio, che si concluse con la vittoria di Ignazio Giunti, Nanni Galli e il secondo posto alla guida di Lucien Bianchi e Mario Casoni.

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24 Hours di Le Mans, 28-29 settembre 1968, la Alfa Romeo 33/2 di Giunti/Galli, che giungerà quarta assoluta (Photo by Klemantaski Collection/Getty Images)

La 33/2 prese parte inoltre alla 24 ore di La Mans, alla 24 Ore di Daytona che si concluse con il primo, secondo e terzo posto nella classe fino a 2 litri, con un trionfale arrivo in parata; come era già avvenuto l’anno prima con le Ferrari 330 P.

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4 febbraio 1968, 24 ore di Daytona, #20 Udo Schuetz/Nino Vaccarella, #23 Mario Andretti/Lucien Bianchi/Leo Cella, #22 Mario Casoni/Giampiero Biscaldi/Teodoro Zeccoli (Photo by ISC Archives via Getty Images)

Lo stesso anno questa fantastica parata si ripetè alla 24 Ore di Le Mans con le 33/2 di Nanni Galli, Ignazio Giunti, Carlo Facetti e Spartaco Dini, Mario Casoni, Giampiero Biscaldi, questa volta giunti rispettivamente al quarto, quinto e sesto posto assoluti. Il ‘68 si chiuse con l’aggiudicazione del terzo posto nella classifica costruttori alla Alfa Romeo 33/2.

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24 Hours di Le Mans, 28-29 settembre 1968, la Alfa Romeo 33/2 di Casoni/Biscaldi precede una Renault Alpine A210 (Photo by Klemantaski Collection/Getty Images)

1969

Il ’69 segnò l’arrivo della nuova 33/3, caratterizzata da diverse migliorie ed evoluzioni rispetto alla precedente versione: un telaio scatolare di lamiera in lega d’alluminio “Avional” rinforzato in titanio, un nuovo motore 8 cilindri a V da 3000 cc. che eroga la bellezza di 425 cavalli. Più potente ed aggressiva può finalmente gareggiare nel Gruppo 6, la medesima categoria delle Porsche e delle Ferrari.

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Marzo 1969 Sebring International Raceway, i nmeccanici spingono la T33-3 sulla griglia di partenza  (Photo by ISC Images & Archives via Getty Images)

L’anno agonistico prese il via con il debutto alla 12 Ore di Sebring, dove però i risultati non furono convincenti. Iscritta alla 24 ore di Le Mans, effettuò i primi test guidata da Lucien Bianchi (zio di Jules Bianchi), che in seguito ad un terribile incidente perse la vita a causa delle ustioni riportate. Alfa Romeo decise così di ritirarsi dalla gara.

1970

18 gennaio, dopo il tragico evento di Le Mans la carriera della 33/3 proseguì con la vittoria alla Temporada Argentina.

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Piers Courage, Andrea de Adamich, Masten Gregory, Henri Pescarolo, Alfa Romeo T33/3, alla 200 miglia di Buenos Aires (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

Seguirono diversi successi come la 500 km di Imola, dove De Adamich, Galli trionfarono nella loro categoria e il secondo posto alla 12 ore di Sebring, conquistato dalla coppia Hezemans, Gregory. Alla 1000 km di Monza vennero schierate tre T33/3, quella di Galli, Stommelen che si aggiudicò il settimo posto, poi De Adamich, Courage il tredicesimo e Gregory, Hezemans il diciottesimo.

Lo stesso anno la 33 da corsa fa la sua prima apparizione cinematografica nel film “Le Mans – Scorciatoia per l’inferno”, diretto dal regista italiano Osvaldo Civirani.

Il motore della nuova potente 33 venne montato su una nuova vettura sportiva carrozzata da Bertone, messa sul mercato con il nome “Montreal” e presentata lo stesso anno all’Expo della omonima città canadese, dove riscosse un grande successo.

1971

Il 1971 fu caratterizzato dalle vittorie alla Targa Florio con Vaccarella, Hezemans, alla 6 ore di Watkins Glen con De Adamich, Peterson e alla 1.000 km di Brands Hatch con De Adamich, Pescarolo. Grazie ad ulteriori ottimi piazzamenti si piazzerà seconda nella classifica del Campionato Mondiale Marche, posizionandosi davanti a Ferrari. Lo stesso anno altri brillanti piazzamenti valsero all’Alfa Romeo il secondo posto, davanti alla Ferrari e dietro alla Porsche (5 litri!). Alla fine del ‘71 la 33/3 porterà a casa otto vittorie su nove gare nella categoria Sport Prototipi, partecipando con buoni risultati anche alle prove del Campionato Europeo della Montagna e del Campionato Interserie.

1972

Alfa Romeo e Autodelta sono pronte a partecipare al Campionato Mondiale Marche del 1972 con la nuova 33TT3 progettata dall’ingegner Carlo Chiti, basata su una ricalibrazione e riposizionamento delle masse, grazie all’avanzamento del posto di guida, ad un cambio ubicato tra motore e differenziale e montati su telaio a traliccio in tubi d’acciaio. Ottimi i risultati conseguiti alla Targa Florio, (malgrado i ritiri per problemi al motore delle 33 TT3 #1 di Nino Vaccarella e Rolf Stommelen e della #2 di Vic Elford, Gijs Van Lennep), la 33 TT3 #5 Nanni Galli, Helmut Marko e la #4 di Andrea De Adamich, Toine Hezemans, conquistano rispettivamente il 2° e il 3° posto assoluto.

Il nuovo propulsore da 440 cavalli venne presto sostituito da un motore a 12 cilindri a V contrapposti da 3.000 cm³ di cilindrata, che darà vita alla 33TT12.

Parallelamente Autodelta progettò anche una variante per il Campionato CanAm richiesta dal team statunitense di Otto Zipper, la T33/4. Dotata di un motore da 4 litri, corre fino al 1974.

La T33/4 Tasman Coupé fu un ulteriore progetto parallelo: caratterizzata da un tetto di chiusura amovibile che nella forma ricorda quello della Ferrari 512, venne impiegata nelle gare del campionato Interserie e nel Campionato australiano Tasman, da cui prese appunto il nome.

Alfa Romeo Tipo 33-4 Tasman – Photo by Simon Davison

1973

Gli oltre 500 CV a 11.500 giri/min del nuovo propulsore V12 realizzarono da subito tempi molto promettenti nei test a Monza. Alfa Romeo che a causa di problemi sindacali era entrata nel Campionato a stagione già iniziata, non fu però in grado di mettere a frutto le nuova potenzialità della 33TT12.

1974

Finalmente giunse il momento di raccogliere in pista i risultati degli ulteriori perfezionamenti apportati alla vettura. Nel ’74 Alfa portò a casa  il secondo piazzamento nel Campionato Mondiale Marche e la vittoria di Merzario, Andretti alla 1000 km di Monza.

1975-1976

Nei due anni che seguirono la 33 TT/12 proseguì la sua scalata con la meritata vittoria del Campionato Mondiale Marche grazie a sette vittorie su otto gare: Digione, Monza e Nurburgring con Merzario, Laffite, Spa, Zeltweg e Watkins Glen con Pescarolo, Bell e a Pergusa, ancora con Merzario, Mass. Nel 1975 venne elaborata la versione 33 TT/3 Coupé, con lo scopo di partecipare al giro d’Italia automobilistico.

1977

Un nuovo titolo mondiale marche riportò sul podio l’Alfa 33. I cinquecentoventi cavalli della 33SC12, dotata di un motore 12 cilindri boxer da tre litri diedero otto vittorie su otto gare, anche grazie alla coppia Brambilla, Merzario.

La 33 era a quel punto in grado di superare i 350 km/h e nell’ultima gara di campionato a Salisburgo debuttò la versione turbo del boxer 12c, che malgrado la riduzione di cilindrata a 2134 cc. erogava 640 cavalli.

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I Prototipi derivati dalla Alfa Romeo tipo 33

Le notevoli potenzialità della tipo 33 diedero vita a partire dalla fine degli anni ‘60 a numerose elaborazioni stilistiche da parte dei più noti designer italiani.

1966

Partendo dalla 33 Sergio Sartorelli realizzò la O.S.I. (Officine Stampi Industriali di Torino) Scarabeo, impiegando il motore quattro cilindri della GTA montato trasversalmente al posteriore, in blocco con frizione e cambio. Lo scopo era quello di creare una nuova vettura sportiva da 1600 cc, in edizione limitata. Lo stesso anno la Scarabeo venne esposta al Salone dell’automobile di Torino.

O.S.I Alfa Romeo Scarabeo – Photo by German Medeot / Motor74

1968

Ad ottobre del ’68 verrà presentato al Salone dell’auto di Parigi il prototipo Alfa Romeo 33 Carabo, firmato da Bertone.

Lo stesso anno Pininfarina presentò al Salone dell’automobile di Torino la P33 Roadster GS, caratterizzata da azzardate soluzioni aerodinamiche e da un alettone posteriore che ha anche la funzione di rollbar.

1969

Italdesign di Giugiaro presentò al Salone dell’automobile di Torino una nuova elaborazione, la Alfa Romeo 33 Iguana, che fungerà da studio preliminare per la futura Maserati Bora.

Lo stesso anno al Salone dell’automobile di Parigi Pininfarina espose la Alfa Romeo 33 Pininfarina Coupé Prototipo Speciale (33.2). Firmata da Leonardo Fioravanti costituirà la naturale evoluzione della Ferrari 250 P5 Berlinetta Speciale, presentata l’anno precedente al salone dell’auto di Ginevra.

1971

Nel ’71 apparirà al Salone dell’automobile di Bruxelles la concept Alfa Romeo 33 Cuneo, firmata da Paolo Martin basata su un rielaborazione della P33 Roadster GS. Le forme squadrate e l’ampio parabrezza in plexiglass bombato ricordano l’estetica tipica della fantascienza dei primi anni ’70.

Alfa Romeo Cuneo – Photo by Matthias v.d. Elbe

1976

La Alfa Romeo 33 Navajo è l’ultima prova di stile basata sulla 33 stradale. Presentata al Salone dell’automobile di Ginevra a firma Bertone, è facilmente riconoscibile per le forme squadrate e decise e per la carrozzeria in fibra di vetro.

Alfa Romeo 33 Navajo – Photo by edvvc

Vittorio Piaggi

 

 

Alfa Romeo 33: Gold Cup at Villa d’este 2018

The story of the most beautiful Alfa Romeo of all times

Always of great stylistic and competitive interest are the models participating in the competition at Villa d’este, which, with the motto “Hollywood on the Lake”, this year is dedicated to the Hollywood atmospheres of the past. Spectacular the Ferrari 335 Sport of 1958, which was awarded the trophy “Best of Show”, then the bike Major of 1948, proclaimed winner of the eighth competition of motorcycles, but surely the star of this year is the Alfa Romeo 33/2 stradale, probably the most beautiful sports car ever made, born more than fifty years ago by the hand of Franco Scaglione.

In 1964 it took shape, but still at an embryonic stage, one of the most beautiful and representative cars of Italian design. It did not have the success it deserved because of the unapproachable price and this probably contributed further to make it a mythical and unattainable car as much as the Ferrari 250 GTO. Characterized by a fantastic and absolutely current line, it still represents today an unachievable and perfect synthesis of elegance and sportsmanship.

1965-1977: twelve years of metamorphosis
1964
Alfa Romeo 33 marks the return of the “Biscione” in the world of racing, from which it had withdrawn in the distant 1951. In 1964 the then President Giuseppe Luraghi will start the project “105.33”; the cars derived from Giulia were identified with the numerical code 105, while 33 was the number assigned to this prototype.

1965
This year Autodelta comes with an early prototype with a tubular frame in light magnesium alloy made by the Aeronautica Sicula, a Palermo factory that produced helicopters. The bodywork was beaten in a slab of Peraluman in the Alfa Romeo style center. The engine underwent several evolutions: the first car tested on the track used the engine lent by the Alfa Romeo TZ 2 1570 cc. 4-cylinder, which in the subsequent processing became an 8-cylinder V of 90 ° from 1995 CC. This is the technical data of the 750.33.001 prototype, which corresponds to the first version with four candles, powered by Weber 46IDF2 carburetors.

1966
In early January, the 33 made its first tests on the Balocco experimental circuit. It is a prototype equipped with a pointed bonnet

1967
On 7 January there is an official presentation at the Monza circuit in the presence of a small number of journalists.

This new version was always open, but more tapering and similar to the final one and equipped with a new “periscope” Air inlet. But that day has a fairly tragic epilogue: on the icy track, recently cleaned from the snow, while the V8 engine of the 33 starts to heat up in the first laps, come to the variant the car comes out of the track because of a sudden problem with the brake calipers and starting to tipping over, stops off the track , where it catches fire. The driver Dorino Zeccoli is injured in a vertebra.

Given the horrific outcome of the presentation, a new meeting with journalists on the same circuit is set for March 6, where three cars are exposed. This time everything will be fine.

The debut in the race came a few days later: on March 12th in a race in Fleron, Belgium, where the open version and “Periscope” appears, and thanks to the guide of Teodoro Zoccoli it will collects the first victory. In April three T33 were entered by Autodelta at the 12 Hours of Sebring: (No. 64, 65 and 66), but none could conclude the race due to mechanical problems.

The same year Nanni Galli wins the trial Palermo-Monte Pellegrino, which follows the participation in the World Championship sports prototypes, which will not bring great successes apart from the fifth place at 1000 km of the Nürburgring, which for 33 is the best result This year.

Also in ‘ 67 is put on sale the road version covered by the famous bodywork of Franco Scaglione, but because of the stellar price (9,750,000 lire list, about 4 million more expensive than a Ferrari), will not collect the merited success. In fact will come out from the factory of Portello only eighteen cars.

1968
The numerous agonistic participations of the 1967 bring the Alfa Romeo racing department to elaborate a new version: the 33/2 which includes several improvements and mechanical updates, as well as a new bodywork elaborated by the same Scaglione.

The 33/2 takes part in the most important races of the International prototype championship in the category Sport prototypes: the 1000 km of the Nurburgring, 1000 km of Monza, 12 Hours of Sebring and the Targa Florio, which ends with the victory of Ignazio Giunti, Nanni Galli and the second Place at the helm of Lucien Bianchi and Mario Casoni. He also participates in the 24 hours of La Mans, at the 24 hours of Daytona which ends with the first, second and third place in the class up to 2 liters, with a triumphant arrival on parade; as had already happened the year before with the Ferrari 330 P.

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The same year this fantastic parade is repeated at the 24 hours of Le Mans with the 33/2 of Nanni Galli, Ignazio Giunti, Carlo Facetti and Spartaco Dini, Mario Casoni, Giampiero Biscaldi, this time reached the fourth, fifth and sixth absolute place respectively. The ‘ 68 closes with the award of third place in the constructors classification to the Alfa Romeo 33/2.

1969
The ‘ 69 marks the arrival of the new 33/3, which is characterized by several improvements and evolutions compared to the previous version: it is equipped with a box frame of aluminium alloy plate “avional” reinforced with titanium and a new engine 8 cylinders V from 3000 cc. that delivers the beauty of 425 horse power. More powerful and aggressive can finally compete in Group 6, the same category of Porsche and Ferrari. The championship takes off with the 12-hour debut of Sebring, where the results are not convincing. Inscribed at the 24 hours of Le Mans, it performs the first tests led by Lucien Bianchi (uncle of Jules Bianchi), who after a terrible accident loses his life because of the burns brought back. Alfa Romeo decides to retire from the race.

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Mario Andretti with co-driver Lucien Bianchi at 24 Hours of Le Mans in 1966 (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

1970

January 18, after the tragic event of Le Mans the career of the 33/3 continues with the victory with the Temporada Argentina. Then follow several successes like the 500 km of Imola, where De Adamich, Galli triumph in their category and the second place at the 12 Hours of Sebring, conquered by the pair Hezemans, Gregory. At 1000 km of Monza are lined three T33/3, that of Galli, Stommelen that finish at the seventh place, then De Adamich, Courage at the thirteenth and Gregory, Hezemans at the eighteenth place.

The same year the 33 racing makes its first film appearance in the film “Le Mans – Scorciatoia per l’inferno”, directed by the Italian director Osvaldo Civirani. Off the slopes, the heart of the new powerful 33 is mounted on a new sports car coached by Bertone, which is put on the market under the name of Alfa Romeo “Montreal” and then presented the same year at the Expo of the homonymous Canadian city, where it is a great success.

1971
The 1971 is marked by victories at the Targa Florio with Vaccarella, Hezemans, at 6 hours of Watkins Glen with de Adamich, Peterson and at the 1,000 km of Brands Hatch with De Adamich, Pescarolo. Thanks to further excellent placings will be second in the ranking of the world prototype championship , positioning itself in front of Ferrari. The same year, other brilliant positions are valid for the Alfa Romeo second place, in front of the Ferrari and behind the Porsche (5 liters!). At the end of ‘ 71 the 33/3 will bring home eight victories on nine races in the category sports prototypes, taking part with good results also to the tests of the European Championship of the mountain and the Interseries championship.

1972

Alfa Romeo and Autodelta are ready to participate in the Prototype World Championship of 1972 with the new 33TT3 designed by Carlo Chiti, based on a recalibration and repositioning of the masses, thanks to the advancement of the driver’s seat, to a change located Between motor and differential and mounted on a lattice frame in steel tubes. Excellent results to the Targa Florio, despite the retreats for problems with the engine of the 33 TT3 #1 of Nino Vaccarrella and Rolf Stommelen and the #2 of Vic Elford, Gijs Van Lennep, the 33 TT3 #5 Nanni Galli, Helmut Marko and the #4 of Andrea De Adamich , Toine Hezemans, respectively conquer the 2nd and 3rd place absolute.

The new 440 horsepower is soon replaced by a 12-cylinder V-shaped engine opposed by 3,000 cm³ of displacement, which will give life to the 33TT12. Parallel Autodelta also designs a variant for the CANAM Championship required by the US team of Otto Zipper, the T33/4. Equipped with a 4-liter engine, it runs until 1974. The T33/4 Tasman coupe is a further parallel project: characterized by a detachable closing roof that in the form recalls that of the Ferrari 512, it is used in the races of the championship and in the Australian Tasman Championship, from which it takes precisely the Name.

1973
The more than 500 hp at 11,500 RPM of the new V12 engine immediately produces very promising times in the Monza test. Alfa However, due to trade union problems, enters the championship season already started and is not able to exploit the new potential of 33TT12.

1974
Finally it is possible to collect on track the results of the further improvements made to the car. The ‘ 74 is characterized by the second place in the Prototypes world Championship and the victory of Merzario, Andretti to the 1000 km of Monza.

1975-1976
In the two years following, the 33 TT/12 continues its ascent with the well-deserved victory of the Prototypes world Championship, thanks to seven wins on eight races: Dijon, Monza and Nurburgring with Merzario, Laffite, Spa, Zeltweg and Watkins Glen with Pescarolo, Bell and Pergusa, still with Merzario, Mass. In 1975 the version 33 TT/3 coupe is processed, with the aim of participating to the Giro d’Italia.

1977
A new prototype championship title brings the Alfa 33 to the podium. The 520 horses power of the 33SC12, equipped with a 12-cylinder boxer three-liter engine bring home eight wins over eight races, also thanks to the couple Brambilla, Merzario. The 33 is now able to exceed 350 km/h and in the last championship race in Salzburg debuted the turbo version of the boxer 12c, which despite the reduction of displacement to 2134 cc. delivers anyway 640 horsepower.

Alfa Romeo 33 SC12

The prototypes derived from the Alfa Romeo type 33
The remarkable potentials of the type 33 gave life since the end of the ‘ 60 to numerous stylistic elaborations by the most famous Italian designers.

1966
Starting from 33 Sergio Sartorelli realizes in ‘ 66 the O.S.I. (Officine Stampi Industriali of Turin) the Scarabeo (Scrabble), using the engine four cylinders of the GTA mounted crosswise to the rear, in block with clutch and gearbox. The aim is to create a new 1600 cc sports car, limited edition. The same year the Scarabeo was exhibited at the Automobile show in Turin.

O.S.I. Scarabeo – Photo by Buch-t

1968

In October ‘ 68, the prototype Alfa Romeo 33 Carabo, signed by Bertone, was presented at the Paris Motor Show.

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Alfa Romeo P33 Carabo by Bertone (Photo by Giorgio Lotti/Mondadori Portfolio via Getty Images)

The same year Pininfarina presented the P33 Roadster GS at the Turin Motor Show, characterized by hazardous aerodynamic solutions and a rear wing that also has the function of Rollbar.

1969
Italdesign of Giugiaro presents at the Salone di Torino a new elaboration, the Alfa Romeo 33 Iguana, which will act as a preliminary study for the future Maserati Bora.

The same year at the Paris Motor Show Pininfarina exhibits the Alfa Romeo 33 Pininfarina Coupe Special prototype (33.2). Signed by Leonardo Fioravanti constitutes the natural evolution of the Ferrari 250 P5 Berlinetta Special, presented the previous year at the Geneva Motor Show.

1971
Appears at the Brussels Automobile show the Alfa Romeo 33 Cuneo concept. Signed by Paolo Martin, is based on a reworking of the P33 Roadster GS. The squared shapes and the large, rounded plexiglass windshield recall the typical aesthetics of science fiction in the early ‘ 70.

1976
The Alfa Romeo 33 Navajo is the ultimate style test based on the Alfa Romeo 33. Presented at the Geneva Motor Show signed by Bertone, it is easily recognizable for its squared and decided shapes and for the fiberglass bodywork.

Vittorio Piaggi

 

 

 

 

 

 

 

 

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