Casale Monferrato, l’Autodromo che non c’è…/Casale Monferrato, the track that is not there..[ITA/ENG]

Una giornata che sorride più alla primavera che all’inverno; la strada consiglia prudenza, il tempo l’ha coperta con uno strato di polvere, spessa e bianca che si alza al passaggio, coprendo la visuale a quanti si avventurano nell’area.

Sembra che ciò che è rimasto dell’impianto, giochi a nascondino per poi apparire all’improvviso come per magia. Il pesante cancello di ferro, sposato con l’ossido delle ore trascorse fermo e immobile, in un’attesa spasmodica ed inutile, apre le sue braccia di benvenuto ad ospiti sognati e graditi.

Morano Po, Autodromo di Casale Monferrato, archeologia sportiva, monumento delle passioni di tanti ragazzi e uomini che per un giorno ritornano ad animare il luogo dei loro sogni. Ciò che agli occhi dei comuni mortali appare vetusto, grigio, cadente ed inanimato, è invece un luogo vivo e colorato per tutti gli appassionati di corse.

Sono tutti ancora lì, noi li vediamo mentre saliamo sulla pericolante scaletta della torre di controllo, entriamo nei box, visitiamo il paddock e percorriamo un lento e silenzioso pellegrinaggio su ciò che resta del glorioso asfalto; ripercorriamo le orme, le scie e le traiettorie dei cavalieri della velocità e scopriamo, scostando le erbacce, i graffi sui cordoli, lasciati nella ricerca di un limite sempre più vicino.

Le auto, colorate dagli adesivi degli sponsor, la pila di gomme, usate e stanche, che hanno lasciato il meglio di sé sulla pista, affiancate alle nuove, lucide e pronte, piene di desiderio di fare molto meglio. Sono presenti tutti, con le loro tute blu, ad affannarsi attorno alla ruota da sostituire o al motore che non vuole saperne di partire. Sentiamo qualche imprecazione dell’uomo alla guida, attenuata dalla voce armoniosa dei cilindri che lavorano all’unisono, accompagnati a volte dalla dolcezza, a volte dalla rabbia.

Una compagna, una fidanzata, una moglie o l’amico delle tante avventure è alle prese con il cronometro, che corre più veloce del desiderio di ogni pilota. Il tricolore sventolato con autorevolezza e vigore, segna l’inizio di una danza dove fuoco e terra amalgamano la loro materia, mentre occhi appassionati e curiosi seguono dal bordo, con sgabelli e impalcature improvvisate, sbucate dai pioppeti che circondano questa icona disegnata sulle rive del Po. Gli scacchi della bandiera segnano la vittoria, il trionfo, il premio, gli applausi, gli abbracci e i saluti di un giorno che non sapevamo fosse l’ultimo.

Oggi è una giornata vissuta così, il racconto di una storia italiana di imprenditori ed amministratori, farcita da illuminate e laboriose intuizioni, seguite da ottuse burocrazie, gelosie, ripicche, invidie ed incomprensioni che però non ci riguardano.

Nel nostro viaggio, nella nostra visita e nel nostro incontro, abbiamo portato i ricordi, la nostalgia e la fantasia, per rendere aperto ciò che, per quanti hanno coltivato questa passione, non ha mai chiuso.

P.s.: ringrazio Mario Martinotti ed Enzo Gibbin per avere organizzato il gruppo che attraverso i vari social mantiene viva la memoria di questo luogo. Un particolare ringraziamento a Luca Ferrari, Sindaco di Morano sul Po e alla proprietà del terreno per averci permesso di accedere all’impianto.

Il circuito di Casale Monferrato

Il tracciato è lungo 2460 metri, largo 11 metri con 8 curve, di cui 6 a destra. La pista venne inaugurata il 19 marzo del 1973 grazie al battesimo di Arturo Merzario con una Ferrari 312 B2, che segnò il tempo di 1.01.1 alla media di 144,950 km/h. Lo stesso giorno si svolsero gare di Formula 3, Formula Ford, Formula Italia e il Challenge Kleber Ford Escort Mexico; i rispettivi vincitori furono: Claudio Francisci (Brabham), Massimo Cicozzi (Dulon), Antonio Allemand e Franco Negro. Presente anche Giacomo Agostini con la MV Agusta.

Qui si svolsero tre edizioni del Campionato Italiano di Formula 3: 1973, 1974 e 1975, inoltre fece tappa il Giro d’Italia Automobilistico. Queste sono solo alcune tra le significative attività del circuito, che vede nel 1974 ben 17 competizioni, 2151 piloti e circa centomila spettatori.

Tra le tante citiamo la Coppa Autodromo di Casale del 22 settembre del 1974, una gara internazionale valida per l’Interserie Super Sport, vinta dallo svizzero Herbert Muller, con una Porsche 917-TC che sfiorava i 1000 CV di potenza, inoltre numerose competizioni dei campionati svizzeri che in deroga all’omologazione, portarono anche le Formula F1. Tra le moto, alcuni appassionati ricordano una gara Junior italiano con Felice Agostini e la presenza di Marco Lucchinelli come passeggero di un sidecar.

Il circuito venne molto apprezzato dai piloti e diversi furono i nomi noti che gareggiarono nelle varie categorie: Lella Lombardi, Nelson Piquet, Vittorio Brambilla, Gimax, Riccardo Patrese, Jan-Claude Andruet, Carlo Facetti, Giorgio Pianta, Sandro Munari, Alberto Colombo, Piercarlo Ghinzani, Gianpiero Moretti, ecc…

I problemi derivati dalle proteste, in particolare dovute al rumore, sfociarono in una battaglia legale/burocratica tra il Comune di Morano sul Po e quello di Pontestura che ridusse al minimo l’attività dell’impianto fino a quando il 18 agosto del 1977 una ruspa sfondò i cancelli e arò 500 metri di pista rendendola inagibile.

Tentativi successivi di riapertura non ebbero successo e l’impianto venne poi abbandonato.

Foto della pista e testo di Luciano Passoni

 

Casale Monferrato, the track that is not there… [English version]

A day that smiles more at the spring than at the winter; The road advises prudence, that time has covered with a layer of dust, thick and white that rises to the passage, covering the view to those who venture into the area.

It seems that what is left of the plant, plays to hide and seek and then appear suddenly as if by magic. The heavy iron gate, married with the oxide of the hours spent still and motionless, in a spasmodic and useless expectation, opens its arms of welcome to guests dreamed and welcomed.

Morano Po, Autodromo di Casale Monferrato, Sport Archaeology, Monument of the passions of many boys and men who for one day return to animate the place of their dreams. What in the eyes of ordinary mortals appears to be old, grey, falling and inanimate, is instead a lively and colourful place for all race fans. They are all still there, we see them as we climb the perilous ladder of the control tower, we enter the pits, we visit the paddock and we walk a slow and silent pilgrimage on what remains of the glorious asphalt;

We retrace the footsteps, the trails and the trajectories of the Knights of Speed and discover, by moving the weeds, the scratches on the curbs, left in the search for an ever closer limit. The cars, coloured by the stickers of the sponsors, the pile of tires, used and tired, who left the best of themselves on the track, beside the new ones, shiny and ready, full of desire to do much better. Everyone is present with their blue suits, to run around the wheel to be replaced or at the engine that does not want to start. We hear some imprecation of the driver, attenuated by the harmonious voice of the cylinders that work in unison, sometimes accompanied by sweetness, sometimes by anger.

A companion, a girlfriend, a wife or a friend of the many adventures is struggling with the stopwatch, which runs faster than the desire of each driver.

The tricolor waved with authoritativeness and vigour, marks the beginning of a dance where fire and earth amalgamate their matter, while keen and curious eyes follow from the edge of the track, with improvised stools and scaffolding, peeled by the poplar trees that surround this Icon drawn on the banks of the Po river. The flag chess marks the victory, the triumph, the prize, the applause, the hugs and the greetings of a day that we did not know was the last one.

Today is a day lived like this, the story of an Italian history of entrepreneurs and administrators, stuffed by enlightened and laborious insights, followed by dull bureaucracies, jealosies, spites, envy and misunderstandings that do not concern us though.

In our journey, in our visit and in our meeting, we brought memories, nostalgia and imagination, to make open what, for those who have cultivated this passion, has never closed.

P.S.: Many thanks to Mario Martinotti and Enzo Gibbin for organizing the group that through the various social keeps alive the memory of this place. A special thanks to Luca Ferrari, mayor of Morano Sul Po and to the property of the land for allowing us to access the track.

The circuit of Casale Monferrato

The track is 2460 meters long, 11 meters wide with 8 curves, of which 6 on the right. The track was inaugurated on March 19, 1973 thanks to the baptism of Arturo Merzario with a Ferrari 312 B2, which marked the time of 1.01.1 to the average of 144.950 km/h. On the same day Formula 3, Formula Ford, Formula Italia and the Challenge Kleber Ford Escort Mexico were held; The respective winners were: Claudio Francisci (Brabham), Massimo Cicozzi (Dulon), Antonio Allemand and Franco Negro. Also present Giacomo Agostini with MV Agusta.

Here were held three editions of the Italian Formula 3 championship :1973, 1974 and 1975, also passed here the Giro d’italia. These are just some of the significant activities of the circuit, which sees in 1974 well 17 competitions, 2151 drivers and about one hundred thousand spectators.

Among the many we quote the Autodromo di Casale Cup on September 22, 1974, an international competition valid for the Interseries Super Sport, won by the Swiss Herbert Muller, with a Porsche 917-TC that touched the 1000 HP power, also many competitions of the Swiss Championships which, notwithstanding the approval, also brought the Formula F1.

Among the bikes, some fans remember a Junior Italian race with Felice Agostini and the presence of Marco Lucchinelli as a passenger in a sidecar.

The circuit was much appreciated by the drivers and several were the known names that competed in various categories: Lella Lombardi, Nelson Piquet, Vittorio Brambilla, Gimax, Riccardo Patrese, Jan-Claude Andruet, Carlo Facetti, Giorgio Pianta, Sandro Munari, Alberto Colombo, Piercarlo Ghinzani, Gianpiero Moretti etc…

The problems arising from the protests, in particular due to the noise, resulted in a legal/bureaucratic battle between the municipality of Morano Sul Po and the municipality of Pontestura that reduced the activity of the autodrome to the minimum, until August 18, 1977, a scraper broke through the gates and It plowed 500 meters of track making it unusable.

Subsequent attempts to reopen were unsuccessful and the plant was later abandoned.

Track photos and text by Luciano Passoni

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