Le Mans & Porsche: una coppia fantastica/Le Mans & Porsche: a fantastic couple [ITA/ENG]

Porsche & Le Mans: una coppia fantastica

La storia della 24 ore di Le Mans inizia nel 1949, ma già nel 1951 una piccola delegazione Porsche affronta il circuito conseguendo una vittoria (nella propria classe) grazie alla 356 SL Coupé in alluminio, che segna l’inizio di una delle coppie più leggendarie e più illustri nel mondo delle corse automobilistiche: Porsche & Le Mans.

356 SL Coupé in alluminio - 1951

356 SL Coupé in alluminio – 1951

La leggenda Porsche è strettamente legata alla non meno leggendaria 24 Ore di Le Mans fin dall’inizio della storia dell’azienda di Zuffenhausen; allo stesso modo vetture come la Porsche 917 e le 956/962 i “razzi” del Gruppo C, hanno plasmato l’immagine del marchio nel mondo del Motorsport.

Porsche sin dal lontano 1951 ha preso parte ogni anno alla 24 ore; questo è infatti l’unico marchio ad avere gareggiato per 64 anni senza interruzione. La ricompensa per questa incredibile perseveranza è una serie di record: 17 vittorie complessive (tra cui la bellissima doppietta del 2015) e un centinaio di vittorie di classe fino al 2015.

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La competizione sportiva e il successo in gara in una delle arene più famose del mondo fa oramai parte del DNA Porsche tanto quanto le tre cifre 9 1 1. Dopo un certo numero di vittorie di classe nei primi anni cinquanta con la 550, la prima volta sul podio nella classifica generale è arrivato con la 718 RSK che nel 1958 agguanta il terzo posto. Nel 1968, Porsche realizza per la prima volta anche il giro più veloce in qualifica: si tratta della 908 di Jo Siffert e Hans Herrmann, che concluderanno la gara in terza posizione. Nel 1969 la possente 917 fa il suo debutto in gara, ed è al comando quando un guasto alla frizione la costringe al ritiro. Ma nel 1970 giunge la gloria tanto meritata quando Hans Herrmann e Richard Attwood chiudono vittoriosi a bordo della 917 coda corta. L’impresa viene ripetuta l’anno seguente da Van Lennep e Helmut Marko. Anche nel 1976 e 1977 Porsche concluderà vittoriosa, grazie alla 936 Spyder con motore turbo. Nel 1979 il trionfo della 935 K3 segna la prima vittoria di una squadra privata e l’unica vittoria assoluta per un’auto con motore posteriore.

Dopo la successiva vittoria nel 1981 con la 936, Porsche l’anno dopo realizza la 956, la prima vettura del campionato sport con monoscocca in alluminio. Sono anni in cui l’effetto suolo” scoperto e sperimentato in Formula uno, viene applicato anche nelle vetture del campionato marche e ciò permette di raggiungere velocità in curva mai toccate prima.

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Jochen Mass e la 956

Sono la 956 e la successiva 962C a vincere senza interruzione le 24 ore che vanno dal 1982 al 1987. Nel 1994 la Porsche vince ancora grazie ad una versione modificata della 962. Ma i successi proseguono anche nel 1996 e nel 1997 con la ;  di Joest. Nel 1998 arriva ancora una vittoria assoluta con la 911 GT1 98.

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Lo chassis della 904

Circa sei decenni sono trascorsi, che a Le Mans significano molto di più in termini di evoluzione tecnica e conquiste pionieristiche. Tradizionalmente il corpo organizzativo è l’Automobile Club de l’Ouest (ACO), che negli anni ha formulato regolamenti tra i più innovativi nell’ambito delle corse ai più alti livelli e Porsche non ha mai perso queste occasioni per sperimentare nuove tecnologie, attraverso la “prova del fuoco” della 24 ore, cosa che nessun test drive è in grado di offrire. Ad esempio nel 1964 la 904 ha saputo dimostrare le capacità di durabilità di un nuovo composto metallico-plastico estremamente leggero; nel 1974 la prima 911 Turbo ha passato con facilità la prova di endurance lungo gli interminabili rettilinei “a tavoletta” del circuito, come quello da 5,8 chilometri delle Hunaudières.

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Porsche 911 – 1974

Dal 1982 in poi soluzioni all’avanguardia per l’elettronica del motore e l’aerodinamica hanno aiutato la 956 ad ottenere un’impareggiabile sequenza di vittorie. Nel 1986 Porsche ha promosso la versione racing della rivoluzionaria 959 (tipo 961) con quattro ruote motrici, turbocompressore sequenziale e scatola del cambio standard.

Molte delle numerose innovazioni rivoluzionarie introdotte da Porsche nel Motorsport, sono state spesso integrate anche nei modelli di produzione. Il motore dotato di turbocompressore che si è guadagnato la palma a Le Mans, è parte del DNA Porsche tanto quanto il cambio a doppia frizione Porsche Doppel-kupplung (PDK), che è stato impiegato per la prima volta nel 1986 in una Porsche 962 sul circuito delle 24 Ore. Le vetture sportive di Zuffenhausen hanno tratto ripetutamente vantaggio dalle tecnologie motoristiche, come l’«effetto suolo» e i componenti in fibra di carbonio.

Il percorso verso la vittoria al Le Mans essenzialmente è questione di prestazioni intelligenti: una sofisticata aerodinamica per i lunghi rettilinei e per le curve ultraveloci, sospensioni e freni eccezionali, il design più leggero, ma anche quello più resistente, come anche motori altamente performanti sono gli ingredienti del successo in gara. A Le Mans – e l’ACO attribuisce la massima importanza a questo aspetto – la parola magica “efficienza” è un altro fattore decisivo. Appartiene alla tradizione delle 24 ore anche la limitazione della quantità di combustibile da impiegare, lasciando allo stesso tempo la porta aperta ad unità di energia alternativa. Solo una sapiente unione di velocità sostenibile, alta velocità con il minor consumo possibile può pensare di avere successo in questa competizione estrema. In poche parole l’efficienza vince, per questo motivo l’ACO premia la migliore efficienza con prestigiosi riconoscimenti come l’Indice di Performance, piuttosto che l’Indice di efficienza termica.

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Fin dal lontano 1955, la 550 Spyder è stata prima nella classifica del minor consumo di carburante. Anche la 917 ha conseguito un premio sull’efficienza nelle storiche vittorie del 1970 e 1971. Più recentemente dal 2007 al 2011, la 911 GT3 ha dimostrato di essere imbattibile nella sua categoria in termini di efficienza nei consumi di carburante, vincendo il Michelin Green X Challenge.

Il 14 Giugno 2015 anche la 919 Hybrid è entrata nelle fila delle prestigiose vetture che hanno vinto a Le Mans, aggiudicandosi la 17a vittoria assoluta all’edizione 2015 della 24 Ore di Le Mans, la più efficiente vettura da corsa Porsche di tutti i tempi, che ha anche inaugurato un nuovo capitolo della lunga storia di successi del marchio. Come molte vetture famose che l’hanno preceduta, Porsche 919 Hybrid, con la sua la trazione ibrida e una potenza complessiva di circa 1.000 CV, rappresenta l’inizio di una nuova era della tecnologia automobilistica.

Porsche & Le Mans: una storia lunga 64 anni

Questi i risultati più significativi degli ultimi decenni a Le Mans

1970

Nel 1970, il marchio partecipa alla gara con sette delle sue potenti Porsche 917. Le vetture lottano contro 11 Ferrari 512 S e prototipi veloci con i motori da tre litri da Formula 1. Questa corsa passerà alla storia come la “Battaglia dei Titani”. Dopo 24 ore drammatiche, funestate da condizioni climatiche avverse, Hans Herrmann e l’inglese Richard Attwood vincono la gara a bordo di una 917 “coda corta”, che è spinta da un motore boxer a dodici cilindri da 4,5 litri, con una potenza di circa 580 CV. Al termine della gara, Porsche ottiene la prima vittoria assoluta a Le Mans nella storia dell’azienda, ed è l’unico marchio a salire sul podio, poiché Herrmann e Attwood sono seguiti da una 917 “coda lunga” (Gérard Larrousse e Willi Kauhsen) e da una 908/02 guidata da Rudi Lins e Helmut Marko.

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917 KH Coupé – 1970

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1971

33 delle 49 auto da corsa che partecipano a Le Mans nel ’71 sono state costruite dal marchio di Zuffenhausen, un record ancora oggi imbattuto. Vittoriosi tagliano il traguardo Helmut Marko e Gijs van Lennep sulla bellissima 917 “coda corta” Martini Racing, dotata di telaio in magnesio. Secondi giungono Herbert Müller e Richard Attwood sulla 917 “coda corta” Gulf Design. Marko e van Lennep completano 397 giri (5.335,13 chilometri) ad una velocità media di 222,304 km/h, stabilendo un record che dura da 39 anni. Prima della gara, Jackie Oliver compie un giro di prova ad una velocità media di 250,475 chilometri all’ora, raggiungendo una velocità massima di 386 km/h al termine del lungo rettilineo. Dovranno passare quasi 15 anni prima che qualcuno completi il giro del circuito della Sarthe ad una velocità superiore, ma sarà un’altra Porsche.

1976

Jacky Ickx e Gijs van Lennep corrono verso la vittoria su una Porsche 936, conquistando ben due record mondiali: la prima vittoria per un motore boxer a Le Mans e la prima per un motore con turbo compressore, ovvero un motore boxer da 2,1 litri, che aveva già dimostrato la sua validità nel 1974 e che ora eroga una potenza di 550 CV.

1977

Gli appassionati delle gare di durata vivono una delle corse più straordinarie nella storia della 24 Ore di Le Mans. Renault porta in gara quattro Turbo A442; Porsche si butta nella mischia con due 936 Spyder. Dopo un’avaria della sua auto, Jacky Ickx si mette al volante dell’altra 936, che era stata retrocessa al 42° posto in seguito a problemi con la pompa d’iniezione. La vettura si trova in quel momento a ben nove giri da le Renault Turbo, che stanno conducendo la gara. Ickx resta alla guida per sette ore e mezzo e infila un giro record dopo l’altro. Renault risponde facendo salire il ritmo, ma viene penalizzata da problemi tecnici. Dopo 23 ore, la 936 è al primo posto con un vantaggio di 250 chilometri. Ma circa un’ora prima della fine della gara, il motore turbo a sei cilindri della 936 accusa danni al pistone. Dopo aver effettuato lunghe riparazioni, Jürgen Barth spinge la 936, con uno dei cilindri chiuso dai meccanici, lungo gli ultimi due giri e verso il traguardo per la quarta vittoria assoluta.

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936 77 Spyder

Porsche 935/77

Porsche 935/77

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1979

La 935 K3 “Kremer Racing” di Klaus Ludwig e Don e Bill Whittington, segna la prima vittoria assoluta per un team privato Porsche a Le Mans. I conducenti di altri due 935 di team privati si uniscono sul podio a Ludwig e ai fratelli Whittington. Tuttavia le 936 del team ufficiale non sono così fortunate: Bob Wollek e Hurley Haywood, i più veloci in qualifica, devono lasciare la gara per danni al motore, e come se non bastasse, la cinghia dentata della pompa di iniezione della vettura gemella si rompe sul circuito durante la notte.

935 K3 Kremer

935 K3 Kremer

1981

La 936 che ha conquistato la vittoria nel 1977 e nel 1978, all’epoca già esposta nel Museo Porsche  nel 1981 vince ancora una volta. Le regole ora consentono l’installazione di un motore biturbo da 2,65 litri preso da una vettura della Formula Indy che non aveva corso. A Le Mans, il motore a sei cilindri eroga una potenza di circa 620 CV. Due 936/81 Spyder si contendono la vittoria con Lancia, Ferrari, Peugeot, Rondeau e numerosi modelli 935 privati. Jacky Ickx e Derek Bell, i più veloci in qualifica, dominano la gara fin dall’inizio e surclassano di 14 giri una Rondeau agguantando la vittoria finale. Questo successo segna l’inizio di una serie di sette vittorie consecutive, un’impresa che a tutt’oggi nessun altro marchio ha saputo eguagliare.

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1982

Il 27 marzo 1982, una vettura da corsa rivoluzionaria fa i suoi primi giri di prova a Weissach: si tratta della Porsche 956, costruita in base alle regole tecniche per la nuova categoria del Gruppo C.

Porsche 956

Porsche 956

Oltre ad essere la prima vettura da corsa uscita da Weissach con un telaio monoscocca in alluminio, sfrutta il famoso effetto suolo; alimentata dal vittorioso motore biturbo da 2,65 litri del 1981, eroga una potenza di circa 620 CV. Il 20 giugno Porsche celebra una spettacolare tripletta finale a Le Mans con la 956: Jacky Ickx e Derek Bell terminano primi in pole position, seguiti da Jochen Mass e Vern Schuppan e Hurley Haywood, Al Holbert e Jürgen Barth. L’analisi della gara rivela che, grazie alla raffinata aerodinamica, la nuova vettura da corsa consuma significativamente meno carburante rispetto alla 936, facendo registrare una velocità media più elevata rispetto a quest’ultima.

1983

Porsche rende ora disponibile la 956 anche ai team privati e l’innovativa vettura da corsa domina la 24 Ore di Le Mans come nessun’altra vettura prima. Dopo una battaglia estenuante segnata da 25 cambi di leadership in 24 ore, Al Holbert, Hurley Haywood e Vern Schuppan strappano il primo posto con una 956 di fabbrica, con 64 secondi di vantaggio su Jacky Ickx e Derek Bell (il più veloce in qualifica) a bordo delle altre 956 del team ufficiale. Nove Porsche 956 si piazzano infatti nelle prime dieci posizioni.

1984

Le Porsche dimostrano ancora una volta la loro superiorità sul circuito della 24 Ore. Klaus Ludwig e Henri Pescarolo volano verso la vittoria a bordo di una 956 del team Joest Racing, precedendo altre sei Porsche 956, tutte appartenenti a team privati.

1985

I team ufficiali di Porsche, Aston Martin, Jaguar, Lancia e Peugeot compongono un’impressionante formazione sulla griglia di partenza. Porsche utilizza la 962 C, successiva alla 956. In linea con le regole dell’IMSA negli USA, l’asse anteriore viene spostato in avanti di 12 centimetri. Hans-Joachim Stuck con la sua 962 C turbocompressa da tre litri, raffreddata ad acqu,a che sviluppa una potenza di 700 CV, stabilisce un nuovo record di velocità sul giro nella qualificazione. Il suo tempo di 3:14.80 corrisponde ad una velocità media di 251,815 km/h, che polverizza il record stabilito da Jackie Oliver nel 1971. Tuttavia la 956 del team Joest Racing, con Klaus Ludwig, Paolo Barilla e Louis Krages (“John Winter”) ruba la scena ottenendo una vittoria ad una velocità estremamente elevata, nonostante le restrizioni sul consumo di carburante imposte dal regolamento di Le Mans.

1986

Un altro anno spettacolare per Porsche a Le Mans: Derek Bell, Hans-Joachim Stuck e Al Holbert, alla guida di una 962 C di fabbrica si aggiudicano l’undicesima vittoria assoluta per il marchio, concludendo davanti ad una 962 C del team Brun Motorsport e ad una 956 del team Joest Racing. Ancora una volta, nove Porsche si piazzano fra le prime dieci, compresa la prima vettura da corsa a trazione integrale: la 961, una versione da gara della 959 con trazione integrale, motore turbocompresso con cambio sequenziale.

1987

Durante il Campionato mondiale Endurance (WEC) del 1987, la Porsche 962 C perde spesso dietro alla Jaguar XJR-8LM. Molte vetture, tra cui uno dei modelli Porsche 962 C del team ufficiale, devono lasciare la gara a causa di problemi nella qualità del carburante. L’elettronica della vettura guidata da Derek Bell, Hans-Joachim Stuck e Al Holbert viene rielaborata ampiamente durante la notte, permettendo ai tre piloti di ottenere una vittoria sorprendente.

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1994

Nuovi regolamenti permettono alle vetture Le Mans GT1 e Le Mans GT2 di correre ancora una volta a fianco dei prototipi. Dopo aver studiato a fondo le disposizioni, gli ingegneri Porsche si rendono conto che è possibile portare in pista una versione modificata della 962 C come una vettura Le Mans GT1, dato che la versione omologata per circolazione su strada richiesta, la Dauer 962, esiste già. Porsche dota quindi la 962 LM-GT di un sottoscocca liscio, raggiungendo il peso minimo richiesto di 1.000 chilogrammi, inoltra monta pneumatici più stretti (da 14” anziché 16”); ma invece di ottenere una vittoria di classe GT, la vettura guidata da Yannick Dalmas, Mauro Baldi e Hurley Haywood suggella la 13ª vittoria assoluta per Porsche a Le Mans.

1996

Porsche e i team privati Porsche tornano a Le Mans con vittorie in tutte le classi. Reinhold Joest prende dal team ufficiale due prototipi sportivi WR WSC 95 che dovevano gareggiare nel 1995,   modificandoli e ottimizzandone la aerodinamica con l’aiuto degli ingegneri di Weissach. La vettura ha una monoscocca in fibra di carbonio ed è spinta da un motore con turbocompressore da tre litri ripreso dalla 962. Manuel Reuter, Alexander Wurz e Davy Jones portano la vettura verso la 14ª vittoria assoluta per Porsche.

1997

Con l’aiuto del team ufficiale Porsche, Reinhold Joest e il suo team modificano una delle riuscite Porsche TWR WSC 95 del 1996 per l’impiego nella stagione 1997. Nel frattempo, gli ingegneri a Weissach hanno ulteriormente perfezionato la 911 GT1, che stava per vincere la 24 Ore di Le Mans l’anno prima. Sfortunatamente però alla 22ª ora le due vetture GT1 favorite devono lasciare la gara proprio mentre sono al comando. La Porsche TWR WSC 95 del team Joest Racing, che è rimasta a brevissima distanza per tutta la gara, guadagna ancora una volta il primo posto. La 15ª vittoria assoluta per Porsche si deve a Michele Alboreto, Stefan Johannson e Tom Kristensen.

1998

Per mantenere la competitività nella sfida tra prototipi Porsche sviluppa da zero una nuova vettura da corsa per la stagione 1998. La 911 GT1 ’98 è dotata del primo telaio in fibra di carbonio mai sviluppato da Porsche. Il motore biturbo da 3,2 litri viene montato davanti all’asse posteriore, come già nella 911 GT1. La gara s’intensifica in un duello tra Porsche e Toyota. Dopo alcune fermate non previste per riparazioni, le due vetture Porsche restano indietro, ma verso la fine della gara anche per Toyota iniziano i problemi. Porsche vince il duello 90’ prima del termine della gara. Il marchio festeggia la sua 16ª vittoria assoluta con una doppietta finale di Allan McNish, Laurent Aiello e Stéphane Ortelli che arrivano davanti a Jörg Müller, Uwe Alzen e Bob Wollek. Un riconoscimento inseguito e meritato proprio in occasione del 50° compleanno del marchio.

911 GT1

911 GT1

2015

Le rivoluzionarie norme sull’efficienza del Campionato mondiale Endurance FIA e il tradizionale culmine di stagione a Le Mans convincono Porsche a tornare al massimi livelli delle corse automobilistiche nel 2014. I nuovi regolamenti forniscono, ancora una volta, un ampio margine di manovra per gli sviluppi tecnici che avranno un ruolo anche nelle future vetture Porsche omologate per circolazione su strada: così nasce la Porsche 919 Hybrid. Alimentata da un motore turbo a 4 cilindri da due litri ad alta efficienza e dotata di due sistemi di recupero dell’energia (recupero dell’energia dei gas di scarico e in frenata), il prototipo eroga una potenza di circa 1.000 CV. Dopo un anno di sperimentazione nel 2014, la vettura viene ulteriormente perfezionata dal team di Weissach. Così, a 45 anni dal giorno della prima vittoria assoluta del marchio, Earl Bamber, Nico Hülkenberg e Nick Tandy arrivano primi davanti alla vettura gemella di Timo Bernhard, Brendon Hartley e Mark Webber regalando a Porsche la 17ª vittoria assoluta a Le Mans.

Vittorio Piaggi

La storia di Porsche alla 24 ore di Le Mans, the movie

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Porsche & Le Mans: a fantastic couple [English version]

The story of the 24 hours of Le Mans began in 1949, but already in 1951 a small delegation a Porsche tackles the circuit earning a win (in classthanks to 356 SL aluminium Coupé, which marks the beginning of one of the most legendary and most famous couples in the world of motor racing: Porsche and Le Mans.

The Porsche legend is closely linked to the no less legendary 24 hours of Le Mans since the beginning of the history of the company of Zuffenhausen. Iconic sports cars such as the Porsche 917 and 956/962 Group C rockets”, shaped similarly brand image and Motorsport.

In primo piano la Porsche 718 RSK - 1958

In primo piano la Porsche 718 RSK – 1958

Porsche since 1951 has taken part every year to 24 hours; this is in fact the only brand to have competed for 64 years without interruption in that legendary race. The reward for this incredible perseverance is a series of records: 17 total victories (including the beautiful goals of 2015) and a hundred class victories until 2015.

Sporting competition and success in one of the world’s most famous race arenas, is now part of the Porsche DNA, as much as the three-digit 9 1 1. After a number of class victories in the early 1950s with the 550, the first time on the podium in the overall standings with 718 RSK which arrived in 1958 took third place. In 1968, Porsche realizes for the first time also the fastest lap in qualifying: 908 of Jo Siffert and Hans Herrmann, finishing the race in third position. In 1969 the mighty 917 makes his debut in the race, and is in command when a clutch failure forced the driver to retire. But in 1970 comes the glory much deserved when Hans Herrmann and Richard Attwood close victorious aboard the 917 short tail. The feat was repeated the following year by van Lennep and Helmut Marko. Also in 1976 and 1977 with Porsche 936 Spyder end victorious thanks to the turbo engine.

917 k 1971

917 k 1971

In 1979 the triumph of 935 K3 marks the first victory of a private team and the only victory for a rear-engined car. After the next victory in 1981 with the Porsche 936, the following year Porsche creates the first aluminum monocoque sports car championship, the 956. These years the “ground effect” discovered and experienced in Formula one, is also applied in the cars of the Constructors Championship and this allows to reach cornering speeds never touched before. Are the 956 and the subsequent 962C to win without interruption the 24 hours ranging from 1982 to 1987. In 1994 the Porsche wins again thanks to a modified version of the 962But the successes are continuing even in 1996 and in 1997 with the TWR-Porsche WSC Joest Spyder. In 1998 comes yet another win 98 with the 911 GT1 absolute.

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935/78 “Moby Dick”

About six decades have passed, that in Le Mans mean a lot more in terms of technical evolution and pioneering achievements. Traditionally the organizational body is the Automobile Club de l’Ouest (ACO), which over the years has formulated regulations among the most innovative in the context of racing at the highest levels and Porsche has never lost these occasions to experiment new technologies, through the trial by fire of 24 hours, something that no test drive can offer. For example, in 1964 the 904 has demonstrated the ability of durability of a new metal-plastic compound extremely light; in 1974 the first 911 Turbo has passed with ease endless endurance test along the straights flat out on the circuit, like the one from 5.8 kilometers of Hunaudières.

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Porsche 911 – 1974

From 1982 on wards the art solutions for the engine electronics and aerodynamics helped 956 to obtain an unparalleled sequence of victories. In 1986 Porsche 959 racing version of the ground breaking promoted (961 type) with four wheel drive, sequential gearbox standard turbo charger.

Many of the numerous revolutionary innovations introduced by Porsche in Motorsport, have often been incorporated also in production models. The engine equipped with turbocharger that has earned the Palme in Le Mans, is part of the DNA of Porsche as the dual-clutch gearbox Porsche Doppelkupplung (PDK), which was used for the first time in 1986 in a Porsche 962 on the circuit of 24 hours. The Zuffenhausen sports cars have been repeatedly advantage motor technologies, like the “ground effect” and carbon fibre components.

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The path to victory in Le Mans is essentially a matter of intelligent performance: a sophisticated aerodynamics for long straights and fast curves, suspension and brakes are exceptional, the lighter design, but also the most durable, as well as high performance engines are the ingredients of success in the race. In Le Mans – and the ACO attaches great importance to this aspect the magic word “efficiency” is another decisive factor. It belongs to the tradition of 24 hours even limiting the amount of fuel to be used at the same time, leaving the door open to alternative energy unit. Only a wise union of speed sustained, high speed with the lowest consumption can can think to be successful in this competition. In a nutshell the efficiency WINS, which is why the ACO for the very best efficiency with prestigious awards such as the index of Performance, rather than the index of thermal efficiency.

Since 1955, the 550 Spyder was first in the ranking of less fuel consumption. Even the 917 earned a prize on the efficiency in the historic victories of 1970 and 1971. More recently, from 2007 to 2011the 911 GT3 has proven to be unbeatable in its class in terms of fuel efficiency, winning the Michelin Green X Challenge.

On 14 July 2015 919 Hybrid also has entered the ranks of the prestigious coaches who have won at Le Mans, winning the 17th overall win at the 24 hours of Le Mans 2015 Edition, the most efficient racing car Porsche of all time, who also opened a new chapter in the long history of success of the brand. Like many popular cars that came before it, Porsche 919 Hybrid, with its hybrid powertrain and a total capacity of approximately 1000 HP, represents the beginning of a new era in automotive technology.

Porsche and Le Mans a history lasting 64 years

These are the most significant results of porsche in Le Mans in the last decades.

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1970

In 1970, the brand race with seven of his powerful Porsche 917. Ferrari 512 S and 11 coaches struggle with fast prototypes with engines from three liters from Formula 1. This race will go down in history as the battle of the Titans.” After 24 dramatic hours, marred by adverse weather conditions, Hans Herrmann and Richard Attwood won the race aboard of a 917 short tail, which is powered by a 4.5-liter, 12-cylinder boxer engine with an output of about 580 HP. At the end of the race, Porsche gets the first overall win at Le Mans in the company’s historyand is the only brand to get on the podium, as Herrmann and Attwood are followed by a 917 long tail” (Gérard Larrousse and Willi Kauhsen) and 908/02 driven by Rudi Lins and Helmut Marko.

 

 

 

 

 

 

 

 

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1971

33 of the 49 participating race cars at Le Mans in 71 were built by the mark of Zuffenhausen, a record still unbeaten. Victorious Helmut Marko and Gijs van Lennep cross the finish line on the beautiful 917 short tail” Martini Racing, made with a magnesium frame. Second coming of Herbert Müller and Richard Attwood on 917 short tail” Gulf Design. Marko and Van Lennep complete 397 laps (5335.13 km) at an average speed of 222.304 km/h, setting a record that has lasted for 39 yearsBefore the race, Jackie Oliver took a trial run at an average speed of250.475 kilometers per hour, reaching a maximum speed of 386 km/hat the end of the long straight. It will take nearly 15 years before anyone complete the Sarthe circuit ride at a higher speed, but it will beanother Porsche.

1976

Jacky Ickx and Gijs van Lennep run toward victory in a Porsche 936, winning two world records: the first victory for a boxer engine at Le Mans and the first for an engine with turbocharger, which is a 2.1-literboxer engine, which had already proved its worth in 1974 and nowpacks a punch of 550 HP.

1977

Fans of endurance racing live one of the most extraordinary in the history of the 24 hours of Le Mans. Renault leads in race four Turbo A442; Porsche threw himself into the fray with two 936 Spyder. After a failure of his car, Jacky Ickx is at the wheel of the other 936, which had been relegated to 42nd place due to problems with the injection pumpThe car is at that time in nine rounds by the Renault Turbo, which are leading the race. Ickx remains driving for seven and a half hours andsticks a lap record after another. Renault answers by climbing up the pace but is penalized by technical problems. After 23 hours, the 936 is in first place with a lead of 250 kilometers. But about an hour before the end of the race, the six-cylinder turbo engine of 936 accuses damage topiston. After lengthy repairs, Jürgen Barth pushes 936, with one of the cylinders closed by mechanics, over the last two laps to the finish line for the fourth overall victory.

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1979

The 935 K3 Kremer Racing by Klaus Ludwig and Don and Bill Whittington, marks the first ever victory for a private Porsche team at Le Mans. Drivers of other two 935 of private teams come together on the podium to Ludwig and his siblings Whittington. However the official team 936 aren’t so lucky: Bob Wollek and Hurley Haywood, the fastest in qualifying, leaving the race for engine damage, and as if that weren’t enough, the timing belt injection pump of the sister car breaks down on the circuit at night.

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935 K3 Kremer

1981

The 936 who won in 1977 and 1978, at that time already exhibited in the Porsche Museum in 1981 wins once again. The rules now allow the installation of a twin-turbo engine 2.65 litres taken from the Formula Indy car that had no class. In Le Mans, the six-cylinder engine delivers a power of about 620 HP. Two 936/81 Spyder vie for victory with Lancia, Ferrari, Peugeot, Rondeau and numerous private 935 models. Jacky Ickx and Derek Bell, the fastest in qualifying, dominate the race from the outset and outclass of 14 laps a Rondeau grabbing the final victory. This success marks the beginning of a series of seven consecutive wins, a feat that to date no other brand has been able to match.

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1982

The March 27, 1982, a revolutionary racing car took it’s first test drives in Weissach, is the Porsche 956, built according to the technical requirements for the new category of Group c. Besides being the first racing car leaves the factory in Weissach with analuminium monocoque frame, uses the famous “ground effect”. It’s powered by the victorious twin-turbo engine 2.65 litres 1981, and delivers a power of about 620 HP. On 20 June Porsche celebrates a spectacular final hat-trick at Le Mans with the 956: Jacky Ickx and Derek Bell ended early in pole position, followed by Jochen Mass and Vern Schuppan and Hurley Haywood, Al Holbert and Jürgen Barth. The race analysis reveals that, thanks to the refined aerodynamics, new racing car consume significantly less fuel than the 936, registering higher average speed than the latter.

 

 

 

 

 

 

 

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1983

Porsche 956 to privateer teams now available makes and the innovative racing car dominates the 24 hours of Le Mans like no other car beforeAfter a grueling battle marked by 25 leadership changes in 24 hours, Holbert, Hurley Haywood and Vern Schuppan snatch first place with factory 956, with 64 seconds ahead of Jacky Ickx and Derek Bell (the fastest in qualifying) on board of the other factory 956. Nine Porsche 956 placed in the top ten.

1984

The Porsche once again prove their superiority on the circuit of 24 hours. Klaus Ludwig and Henri Pescarolo fly to victory aboard a 956 of the team Joest Racing, beating six other Porsche 956, all belonging to private teams.

1985

The official teams Porsche, Aston Martin, Jaguar, Lancia and Peugeot make up an impressive formation on the grid. Porsche use the 956, which replaces the 956. In line with the rules of the IMSA in the USA, the front axle is moved forward to 12 centimeters. Hans-Joachim Stuck with its 962 Cwater cooled three-liter, turbocharged, which develops an output of 700 HP, set a new lap record in qualifying. His time of 3:14.80 corresponds to an average speed of 251.815 mph, which pulverizes the record set by Jackie Oliver in 1971. However the team Joest Racing 956with Klaus Ludwig, Paolo Barilla and Louis Krages (John Winter) steals the show by getting a win at a very high speed, despite the restrictions on fuel imposed by regulation of Le Mans.

1986

Another spectacular year for Porsche in Le Mans: Derek Bell, Hans-Joachim Stuck and Al Holbert driving a factory 962 C win the 11th victory for the brand, finishing in front of a team’s 962 C Brun Motorsport and Joest Racing team 956. Again, nine Porsche placed among the top ten, including the first all-wheel-drive racing car: the 961, a racing version of the 959 with all-wheel drive, turbocharged engine with sequential shift.

1987

During the Endurance World Championship (WEC) of 1987, the Porsche 962 C often loses behind the Jaguar XJR8LM. Many cars, including Porsche 962 C models of the factory team, must leave the race due to problems in the quality of the fuel. The electronics of the car driven by Derek Bell, Hans-Joachim Stuck and Al Holbert is reworked extensively during the night, allowing three riders to get a surprising victory.

1994

New regulations allow cars Le Mans GT1 and Le Mans GT2 to run againat the side of the prototypes. After studying thoroughly the provisions, Porsche engineers realize that they can take to the track a modified version of the 962 C in the Le Mans GT1 category, given that the version approved for road traffic demand, the Dauer 962, already exists. Porsche then places a smooth underbody on 962 LM-GT, reaching the minimum weight of 1000 kg, also mount tires closest (from 14 “instead of 16); but instead of getting a GT class victory, the car driven by Yannick Dalmas, Hurley Haywood and Mauro Baldi, bears witness to the 13th overall win for Porsche in Le Mans.

1996

Porsche and the Porsche teams return to Le Mans with victories in all classes. Reinhold Joest official team takes two sports prototypes WRWSC 95 who were to compete in 1995, modifying them and improving the aerodynamics with the help of the engineers in Weissach. The car has a carbon fibre monocoque and is powered by a turbo charged engine from three liters recovered from 962. Manuel Reuter, Alexander Wurz and Davy Jones lead the car to the 14th victory for Porsche.

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1997

With the help of the official Porsche team, Reinhold Joest and his team will modify one of the successful Porsche TWR WSC 95 of 1996 for use in the 1997 season. Meanwhile, engineers in Weissach have further perfected the 911 GT1, which was about to win the 24 hours of Le Mans, the year before. Unfortunately the 22nd time the two cars GT1 favorite must leave the race just as they are in charge. The Porsche TWRWSC team Joest Racing 95, which remained very close throughout the race, once again the first place. The 15th overall win for Porsche was taken by Michele Alboreto, Stefan Johannson and Tom Kristensen.

1998

In order to maintain competitiveness in the challenge between prototypes, Porsche developed from scratch a new racing car for the 1998 season. The 911 GT1 98 features the first carbon fibre chassis ever developed by Porsche. The Twin-Turbo 3.2 litre engine is mounted in front of the rear axle, as already in the 911 GT1. The race intensifies in a duel between Porsche and Toyota. After some unfore seen stops for repairs, the two Porsche Cars lag behind, but towards the end of the race for Toyota problems begin. Porsche wins the duel 90‘ before the end of the race. The brand is celebrating its 16th victory with two goals in final of Allan McNish, Laurent Aiello and Stephane Ortelli arriving ahead of Jörg Müller, Uwe Alzen and Bob Wollek. A recognition chased and deserved their brand on the occasion of the 50th birthday.

2015

The revolutionary standards on the efficiency of the FIA World sportscar championship season and the traditional climax of the season in Le Mans convinced Porsche to return to the highest level of motor racing in 2014. The new regulations provide again, a wide margin of manoeuvre for the technical developments that will play a role in future Porsche cars approved for road circulation: thus was born the Porsche Hybrid 919. Powered by a turbo charged 2-liter 4-cylinder with two high-efficiency energy recovery systems (exhaust gas and energy recovery during braking), the prototype delivers a power of about 1000HP. After a year of testing in 2014, the car is further refined by the team of Weissach. So, 45 years to the day of the first ever victory of trademark, Earl Bamber, Nico Hülkenberg and Nick Tandy arrive first before the sister car of Timo Bernhard, Brendon Hartley and Mark Webber, giving Porsche the 17th overall win at Le Mans.

Vittorio Piaggi

 

The story of Porsche at 24 hours of Le Mans, the movie

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