La Ferrari 290 MM tocca le stelle a New York/Ferrari 290 MM reaches the stars in New York [ITA/ENG]

La Ferrari 290 MM tocca le stelle a New York

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Photo Credits: Tim Scott ©2015 Courtesy of RM Sotheby’s

RM Sotheby’s di New York ha battuto all’asta la Ferrari 290 MM appartenuta a Juan Manuel Fangio; 28 milioni di dollari (25,8 milioni di euro) è la cifra a cui è stata aggiudicata l’11 dicembre 2015 l’auto di proprietà del collezionista Pierre Bardinon.

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Photo Credits: Tim Scott ©2015 Courtesy of RM Sotheby’s

La Ferrari 290 MM oltre ad appartenere alle ambitissime auto da corsa prodotte dal cavallino nei primi decenni di vita della casa modenese, è stata realizzata in soli 4 esemplari ed è stata guidata da Juan Manuel Fangio, che con questa vettura giunge quarto alla Mille Miglia del 1956; mentre il vincitore, sempre su Ferrari 290 MM è Eugenio Castellotti.

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Photo Credits: Tim Scott ©2015 Courtesy of RM Sotheby’s

Soprannominata l’Indistruttibile nell’ambiente delle corse, la 290 MM nonostante una lunghissima carriera agonistica durata ben otto anni al vertice delle competizioni, non rimane mai coinvolta in incidenti, nemmeno quando la Scuderia Ferrari vende la 290 MM alla Scuderia Temple Buell, per essere impiegata nelle competizioni più impegnative del continente americano.

Genesi di un capolavoro

Nel 1955 in seguito al ritiro di casa Lancia dalle gare automobilistiche nascono notevoli opportunità per la Ferrari, in quanto il 26 luglio eredita dal costruttore Torinese la squadra corse, incluse le monoposto D50 che porteranno Ferrari alla conquista del titolo mondiale grazie a Fangio.Alla fine del 1955 inoltre Aurelio Lampredi progettista Ferrari lascia l’azienda e viene sostituito da Vittorio Jano, mitico progettista Alfa Romeo del periodo anteguerra e successivamente progettista anche della Lancia D50. Jano inizia subito a sviluppare con Fraschetti e Bellentani un nuovo 12 cilindri di 3,5 litri che viene montato sulla 290 MM (le iniziali stanno per Mille miglia). La vettura pur non essendo l’unica Ferrari ad essere impiegata nel campionato Sport del 1956, fornisce un notevole apporto nella riconquista del titolo mondiale.

Gli ingredienti della 290 sono un propulsore da 3490 cc. a 12 cilindri, capace di 320 cv a 7300 giri, con accensione a due candele per cilindro, distribuzione ad un solo albero camme in testa, tre carburatori quadricorpo addetti alla alimentazione e un alesaggio di 73 mm., che permette di utilizzare di valvole di aspirazione e scarico maggiorate, cambio a 4 marce con schema “transaxle”. Il telaio è tradizionalmente a struttura tubolare, con sospensioni anteriori a ruote indipendenti e ponte de Dion posteriore. Per ospitare il possente 12 cilindri è d’obbligo la creazione di una grande presa d’aria sul cofano, che conferisce alla 290 un ulteriore tocco aggressivo. La bellissima carrozzeria di Scaglietti contribuisce a consolidare la linea oramai iconica delle vetture sportive Ferrari: un lungo cofano con gruppi ottici carenati e parafanghi aerodinamici, con una grande calandra anteriore.

Aprile 1956, Maranello prima Mille Miglia prima della partenza per Brescia, Enzo Ferrari incarica Eugenio Castellotti, Peter Collins e Luigi Musso, che arriveranno rispettivamente nelle prime tre posizioni/Before The Mille Miglia; Maranello, April 1956. At Maranello before their departure for Brescia, Enzo Ferrari instructs Luigi Musso, Eugenio Castellotti and Peter Collins. Castellotti won and Collins/Klemantasaki were second ahead of Musso.

Il più grande successo della 290 MM risale al 29 aprile 1956, ed è dovuto a Eugenio Castellotti, che seguendo alla lettera l’ordine della squadra di “fare da lepre” lungo i tracciati allagati della Mille miglia, già nel primo terzo di gara ha accumulato un incredibile distacco rispetto ai suoi avversari, che lo porta a concludere la competizione vittorioso, seguito da Peter Collins e Luigi Musso entrambi su Ferrari 860 Monza spyder Scaglietti.

Sulla strada da Maranello a Brescia, Luigi Musso (a sinistra) da a Eugenio Castellotti (a destra) una sigaretta, li seguono Peter Collins e Louis Klemantaski (autore della fotografia)/En Route to The Mille Miglia, April 1956. On the road from Maranello to Brescia, Luigi Musso (l.) gives Eugenio Castellotti (r.) a cigarette as the car of Peter Collins and Louis Klemantaski waits for their transaction to be completed!/In rotta verso la Mille Miglia, aprile 1956.

28 aprile 1956, Eugenio Castellotti prima della terza prova della XXIII Mille Miglia/Close-up of Italian driver Eugenio Castellotti seated inside his Ferrari before the third trial of XXIII Mille Miglia. Brescia (Italy), 28 April 1956

Grazie a quel successo Eugenio diventa immediatamente un personaggio molto popolare nell’Italia degli anni ’50 e si fidanza con la nota attrice Delia Scala. 11 mesi dopo la carriera di Eugenio si concluderà per sempre, quando su invito di Enzo Ferrari tenta di strappare a Jean Behra il record dell’Aerautodromo di Modena.

Anche a Kristianstadt, nel GP di Svezia, ultima prova del campionato mondiale vetture Sport, la 290 MM realizza una doppietta che è decisiva per la conquista del titolo iridato: Phil Hill e Maurice Trintignant sono primi, seguiti dalla 290 gemella di Peter Collins e Wolfgang Von Trips.

Nel 1957 il motore viene modificato, adottando un doppio albero a camme in testa, un’alimentazione a carburatori a doppio corpo e la possibilità di raggiungere 8000 giri di regime, con una potenza massima incrementata a 330 CV.

Durante la stagione 1957, Luigi Musso, Eugenio Castellotti e Masten Gregory, per conto della Scuderia Temple Buell, portano alla vittoria la 290 MM alla 1000 km di Buenos Aires.

Manerbio (BS), aprile 1956, Prima Mille Miglia. La Scuderia Ferrari si prepara a partire. A sinistra la 290 MM n.600 di Fangio (classificatosi quarto assoluto), mentre Enzo Ferrari (con il cappello) si avvicina. In basso la Ferrari 860 Monza n.551 di Peter Collins/Louis Klemantaski (che ha terminato secondo assoluto), la n.453 è la Ferrari 250 GT di Camillio Luglio/Elfo Frignani (che non ha completato la gara). La n.448 è la Ferrari 250 TdF di Giuliano Giovanardi/Giorgio Maier / Manerbio (BS), April 1956, First Mille Miglia. Scuderia Ferrari is ready to go. Left the 290 MM # 600 of Fangio (ranked fourth overall), while Enzo Ferrari (with Hat) approaches. Below the Ferrari 860 Monza # 551 by Peter Collins/Louis Klemantaski (who finished second overall), the Ferrari 250 GT is # 453 Camillio Luglio/Elfo Frignani (who did not finish the race). The # 448 is the Ferrari 250 TdF by Giuliano Giovanardi/Giorgio Maier.

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VIDEO: 1956 Ferrari 290 MM by Scaglietti at RM Sotheby’s

Ferrari 290 MM reaches the stars in New York [English version]

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Photo Credits: RM Sotheby’s

RM Sotheby’s in New York auctioned Ferrari 290 MM belonged to Juan Manuel Fangio; 28 million $ ( 25.8 million euro) is the amount that has been awarded the 11 December 2015 the car owned by the collector PierreBardinon

104621-150690_car-290mmPhoto Credits: RM Sotheby’s

Ferrari 290 MM belong to our exclusive racing cars produced by the cavallino in the early decades of life of Ferrari factory, ando also was built in only 4 specimens and was drived by Juan Manuel Fangio, that with this car comes fourth in the Mille Miglia of 1956; while the winner, again on Ferrari 290 MM was Eugenio Castellotti

104621-150691_car-290mmPhoto Credits: RM Sotheby’s

Nicknamed the indestructible in the racing teams, 290 MM despite a long racing career lasted eight years at the top competitions, never being involved in accidents, even when Scuderia Ferrari sells the 290MM to the Temple Buell team, to be employed in the most challenging competitions in the USA.

104621-150689_car-290mmPhoto Credits: RM Sotheby’s

Genesis of a masterpiece

In 1955 following the withdrawal of Lancia Team from racing significant opportunities born for Ferrari, when on July 26 Ferrari inherits the Lancia team, including the single-seater D50, that will lead Ferrari to the conquest of the world title also thanks to Juan manuel Fangio. At the end of the 1955 Ferrari engineer Aurelio Lampredi also leaves the company and was replaced by Vittorio Jano, legendary prewar Alfa Romeo designer and later designer also of Lancia D50.
Jano start developing with Fraschetti e Bellentani a brand new 3.5-litre 12-cylinder to be mounted on the 290 MM (the initials stand for Mille miglia).

Luigi Musso, Enzo Ferrari, Eugenio Castellotti and Peter Collins discuss the upcoming Mille Miglia at Maranello, April 1956/A Maranello Luigi Musso, Enzo Ferrari, Eugenio Castellotti e Peter Collins parlano della prossima Mille Miglia, aprile 1956.

The car although not the only Ferrari to be employed in 1956 sports Championship, provides a significant contribution in the recapture of the world titleThe ingredients of 290 are a 3490 cc engine, a 12-cylinder, capable of 320 HP at 7300 rpm, with two spark plugs per cylinder, single overhead cam tree distribution, four barrel Carburetors supply clerks and three 73 mm bore, which allows the use of larger intake and exhaust valves4-speed transmission with transaxle diagram. The frame is traditionallya tubular structure, with independent front suspension and rear de Dion. To host the mighty 12 cylinders must create a large air intake on the bonnet, which gives the 290 an aggressive touch.
The beautiful bodywork by Scaglietti helps to consolidate the iconic sports line of Ferrari sports car: a long hood with keeled tail lamps and aerodynamic fenders, with a large front grille.

Before the Mille Miglia; Brescia, April 27, 1956. Eugenio Castellotti signing autographs in the Piazza Vittoria in Brescia during scrutineering as he stands next to the Ferrari 290MM which he will drive to victory in the next days race/Brescia, 27 aprile 1956, Mille Miglia. Eugenio Castellotti firma autografi in Piazza Vittoria durante verifiche tecniche prima della partenza

En Route to The Mille Miglia, April 1956. Approaching Brescia for scrutineering, Eugenio Castellotti looks over at Peter Collins and Louis Klemantaski as Collins indicates the way/ Mille Miglia 1956. Eugenio Castellotti nei pressi di Brescia sosta per verifiche tecniche, guarda Peter Collins e Louis Klemantaski che gli indicano la strada.

The greatest achievement of 290 MM dates back to April 29, 1956, and is caused by Eugenio Castellotti, that following the order of the team of “do Beagle along flooded tracks of the Mille miglia, in the first third of the race he already amassed an amazing posting than its opponents, which led him to conclude the contest victorious, followed by Peter Collins and Luigi Musso both on Ferrari 860 Monza spyder Scaglietti.

Mille Miglia 1956, al checkpoint di Bologna Enzo Ferrari parla con Eugenio Castellotti/ 1956 Mille Miglia, the checkpoint of Bologna Enzo Ferrari speaks withEugenio Castellotti.

The Mille Miglia; April 28-29, 1956. Peter Collins at speed in the Ferrari 860 Monza in the rain/Mille Miglia 1956, Peter Collins su Ferrari 860 Monza sotto la pioggia

Thanks to that success Eugenio immediately becomes very popular in Italy of the years 50 and gets engaged to the actress Delia Scala11 months after the career of Eugenio will end forever, when at the invitation of Enzo Ferrari, Castellotti tries to tear the circuit record of Jean Behra at the Aerautodromo in Modena.
Even in Sweden Grand Prix in Kristianstadt, final round of the world championship sports car racing, 290 MM realizes a brace which is decisive for the conquest of the world title: Phil Hill and Maurice Trintignant were first, followed by the twin 290 with Peter Collins and Wolfgang Von Trips.
In 1957 the engine was changed, adopting a double overhead camshaft, a dual-carbs feed the body and the ability to achieve 8000 rpm, with a maximum power increased to 330 HP.
During the 1957 season, Luigi Musso, Eugenio Castellotti and Masten Gregory, on behalf of the Scuderia Temple Buell, lead to victory the 290 MM to 1000 km Buenos Aires.
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