Temperino: l’utilitaria da corsa/Temperino: the subcompact racing car [ITA/ENG]

Per tagliare primi il traguardo ci vuole una Temperino!

Con questo simpatico slogan nasceva più di un secolo fa a Torino la Società Anonima Vetture Temperino, grazie all’entusiasmo della omonima famiglia di origini italo-americane.

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La avventurosa storia dei Temperino prese il via negli ultimi decenni dell’800, quando Giovanni Temperino decise come tanti italiani di emigrare negli Stati Uniti in cerca di fortuna.

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Fra il 1880 e il 1915 approdarono negli Stati Uniti quattro milioni di italiani, di cui circa la metà nel periodo compreso tra il 1900 e il 1914 rientrò in Italia. L’arrivo in America era caratterizzato dal trauma dei controlli medici e amministrativi durissimi, specialmente ad Ellis Island, soprannominata l’Isola delle Lacrime.

Qualche tempo dopo la moglie di Giovanni, Caterina Trucano di Borgiallo, decise di raggiungere il marito che aveva trovato lavoro come minatore a Lead City nel Sud Dakota e partì portando con se il figlio Maurizio “Maurice”, nato nel 1888 a Limone Piemonte (CN).

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Cartolina di Borgiallo – 1900 circa / Postcard of Borgiallo-1900 approximately

Nel giro di poco tempo nacquero altri quattro figli: Giacomo “Jimmy”, Secondo, Carlo “Charlie” e Mary. Alla scomparsa del padre avvenuta nel 1900, la famiglia decise di tornare in Italia, trasferendosi a Borgiallo, un piccolo paese in provincia di Torino, dove risiedevano alcuni parenti. In seguito i Temperino si spostarono definitivamente a Torino, che prometteva maggiori prospettive lavorative. Qui Maurizio si impegnò duramente lavorando come aiutante nell’officina di un fabbro e studiando alla scuola serale; a soli quindici anni venne assunto presso un’officina che produceva biciclette. Nel 1906 grazie alle capacità meccaniche fino a quel momento acquisite, decise di unirsi ai fratelli per aprire finalmente e con grande soddisfazione una attività in proprio.

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L’officina Temperino, specializzata nella riparazione di biciclette e motocicli, offriva inoltre il servizio di vulcanizzazione dei pneumatici. Un sistema inventato da Charles Goodyear, che unendo gomma e zolfo tramite un processo chimico, conferisce alla gomma una maggiore elasticità e resistenza a trazione. Gli inizi del secolo promettevano grandi progressi nello sviluppo dei mezzi di locomozione, ai cui i fratelli italo-americani non rimasero certo indifferenti, fu così che nel 1908 decisero di avviare la produzione dei motocicli con il marchio Temperino. La presentazione ufficiale del primo modello di motocicletta fu a Torino nel 1911 in occasione della “Mostra speciale dell’Automobile del Ciclo e dell’Aeronautica”, allestita all’interno della Esposizione internazionale in occasione del cinquantenario dall’Unità d’Italia. Nel Salon straboccante di automobili, aeroplani, biciclette, motocicli, vetture da turismo, motori fissi, dirigibili, gomme, fanali, macchine per scrivere, non era facile notare le motociclette “Mead Flyer”, che ciò nonostante riscossero un certo interesse, sia per la solidità e l’eleganza, che per il fatto di essere dotate di un cambio a marce, dispositivo raro nelle moto dell’epoca.

pagine-da-terramia_10_pagina_2L’attività della Temperino continuò a svilupparsi, tanto che l’officina divenne anche autorimessa per manutenzione e riparazione per automobili. Tra i clienti del garage Temperino vi erano importanti personalità tra cui la regina Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia. Contemporaneamente allo sviluppo della prima motocicletta, la Ditta F.lli Temperino aveva avviato il progetto di una piccola vettura, maneggevole ed economica, infatti già nel 1908 venivano testati su strada i primi prototipi, anche attraverso la partecipazione a competizioni motoristiche come la Susa-Moncenisio, in assoluto una delle più antiche competizioni di auto. Una massacrante corsa in salita, con un dislivello di più di 1.600 metri.

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1912, uno dei fratelli Temperino impegnato nella Susa-Moncenisio / 1912, one of the brothers Temperino engaged in uphill rush Susa-Moncenisio – Photo: Archivio Antonello Roccia

E’ del 1913 questo modello da corsa con telaio n.004, (vedere foto seguenti), attualmente funzionante e dotato di motore bicilindrico da 982 cc.

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Photo: Archivio Antonello Roccia173019_106721956075623_3808704_o191472_106722452742240_6308282_o194034_106723106075508_661292_o

Nello sviluppo progettuale della prima auto, la soluzione di diversi dettagli meccanici avvenne anche grazie al aiuto dell’amico Giulio Cappa Bava soprannominato “l’ingegnere”, giovane studente del Politecnico di Torino. A causa dello scoppio della prima guerra mondiale la prosecuzione e messa in produzione dell’auto si fermò. Giacomo e Secondo partirono per il fronte. Maurizio, troppo anziano per essere arruolato come soldato e la sorella Mary rimasero a Torino per la gestione delle commesse governative, in quanto l’esercito aveva ordinato alcune vetture alla azienda torinese.

Carlo divenne Capo officina nelle scuole meccaniche militari, mentre Giacomo entrato nella neonata aviazione come istruttore e collaudatore, parteciperà a diverse azioni di guerra con la valorosa 38° squadriglia del cap.Rizzano e rimarrà gravemente ferito al mento e al collo mentre sorvolava San Donà del Piave. Riuscendo poi ad atterrare e a salvarsi miracolosamente.

Nel frattempo, grazie alla genialità e capacità di Maurizio, l’azienda ottenne numerosi brevetti, come quello del 1914 per un “cerchione smontabile per ruote di veicoli, ed utensile per il suo montaggio”.

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Immagine tratta da terramiacanavese.it – Archivio Temperino Renata Roveri

Con il termine del conflitto mondiale nel 1918 Maurizio poté avviare nuovamente il progetto della vettura, riprendendo l’impostazione del prototipo realizzato nel 1913, con carrozzeria aperta montata su telaio ad “A”, motore da 1000 cc. a due cilindri raffreddato ad aria e cambio a tre marce con retromarcia.

La realizzazione dei componenti venne affidata a tre diverse aziende, ciascuna tra le migliori nel suo campo: lo stesso anno la Ditta Opessi, antica fabbrica di strumenti di precisione e con sede in viale Stupinigi 802 a Torino avvierà la produzione dei telai e l’assemblaggio in serie delle vetturette, utilizzando i motori forniti dalla fabbrica di motociclette Della Ferrera e montando carrozzerie prodotte da Farina.

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La carrozzeria automobilistica Farina, è stata fondata da Giovanni Farina nel 1906 ed è rimasta attiva fino al 1953. Ha dato grande prestigio all’industria automobilistica italiana, sviluppando sistemi produttivi e tecnologie all’avanguardia. Qui si fecero le ossa nomi poi divenuti grandi nello sviluppo del design italiano, come Alfredo Vignale, Mario Revelli di Beaumont, Giovanni Michelotti, Franco Martinengo, Pietro Frua e Battista Farina, fratello minore del fondatore.

Nel ottobre del 1918 venne costituita ufficialmente la Società Anonima Vetturette Temperino e con un capitale di lire 500.000 entrarono anche il carrozziere Giovanni Farina, il costruttore dei motori Della Ferrera e il fornitore dei telai e assemblatore Antonio Opessi. La stampa dell’epoca commentava con questi toni entusiastici la notizia: “Annunciamo e salutiamo con un saluto e un augurio propizio un nuovo costruttore, una nuova marca, una nuova vettura che spunta fiorente di promesse sul nostro orizzonte automobilistico. E’ la vetturetta Temperino costruita dall’antica e rinomata Casa Antonio Opessi di Torino. Coloro che fino a poco tempo addietro esprimevano pronostici timorosi sull’avvenire della nostra industria automobilistica, quasi che le sue energie affaticate dalla guerra e incapaci a rinnovarsi non potessero sostenere le accresciute difficoltà dei mercati e della concorrenza, debbono ora ben riconoscere il loro errore di fronte all’animosa e geniale opera dei costruttori nazionali e delle energie tecniche italiane”.

pagine-da-terramia_10_pagina_5Le auto Temperino si possono considerare il privo vero tentativo italiano di creare un automobile utilitaria. Si trattava di una vettura piccola e dall’aspetto accattivante con prezzi molto più abbordabili di vetture come Lancia o Itala, quattro cinque volte più care. Il segreto delle Temperino stava nella leggerezza ottenuta grazie all’impiego di tecnologie motociclistiche, nella guidabilità data dalle piccole dimensioni e nella discreta potenza. Un successo dettato anche da importanti risultati sportivi, come la prova della salita da Sassi Superga (marzo 1919), e nel 1920 la gara sul Circuito Motociclistico del Sestrières a 2030 metri di altitudine, e la conquista del Gran Premio dell’Automobile Club d’Italia (con una media di 52,325 km/h).

Giunsero quindi le prime meritate soddisfazioni e la ditta De Martini Carutti e Gallotti di via Durini 31 a Milano assunse la rappresentanza della ditta per la Lombardia. Nella Esposizione di Motociclismo venne presentata il primo modello di auto Temperino, la 8 HP. Il contesto fu però penalizzante, sminuendo le vere potenzialità della vettura e facendola apparire più vicina alle motociclette che non ad una vera e completa auto, anche se di piccole dimensioni.

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Sul catalogo si poteva scegliere tra un modello spider a due posti, una torpedo a tre posti, una landaulet da due o tre posti, e un camioncino a due posti, con prezzi variabili tra 9.000 e 10.000 lire. Grazie all’interesse dei media suscitato oltre manica e alla esportazione delle prime auto, i fratelli fondarono poco tempo dopo la Temperino Motors Ltd., per commercializzare le auto in Gran Bretagna e in Irlanda. Nel 1920 la Temperino inviava a Londra 30 auto al mese, una considerevole quantità per l’epoca. Piccole soddisfazioni si ebbero anche da nazioni lontane con alcuni ordini giunti dal Brasile e dalla Russia. Corsero anche in competizioni anglosassoni tra cui sul Circuito di Brooklands.

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22 ottobre 1921, 200 Miglia di Brooklands. In primo piano la Temperino n.12 – 1.089 cc. di JS Wood al volante, che nella gara completò 30 giri, prima di avere una guasto ad una valvola. Dietro la Salmson n.16 – 1097 cc. di Andre Lombard.  Artist: Bill Brunell.  / Temperino of JS Wood and Salmson of Andre Lombard at the JCC 200 Mile Race, Brooklands, 1921. Artist: Bill Brunell.Temperino 1089 cc. No: 12. Driver: Wood, J.S. Retired after 30 laps with broken valve. Background: Salmson 1097 cc.Entry No: 16. Driver: Lombard, A. Brooklands. J.C.C. 200-mile Race. Date: 22.10.21.

Tra i piloti entusiasti al volante delle Temperino nelle competizioni vi erano i fratelli Farina, giovani figli del Cavalier Farina, titolare degli stabilimenti. Giuseppe (“Nino”) Farina, a cui il padre aveva regalato una Temperino, diventerà poi nel 1950 il primo campione del Mondo in Formula alla guida della Alfa Romeo 158/50.

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Il sogno dei Temperino si interruppe a causa della gravissima crisi economica in cui trovò l’Italia non periodo post bellico fino alla prima metà degli anni ’20, quando il debito pubblico accumulato superava i 70 miliardi di lire e l’aumento della svalutazione monetaria ridusse di un quarto il valore della Lira. In questa situazione disastrosa, ulteriormente aggravata dal fallimento della Banca di Sconto nel 1921, la maggior parte delle imprese commerciali sarebbero state destinate a fallire. La Temperino, come numerose altre aziende automobilistiche quali Itala, Scat e Rapid, vennero trascinate verso il tracollo finanziario. La crisi non risparmiò anche i grossi nomi dell’automobilismo come Isotta Fraschini e Bianchi, che per poter sopravvivere dovettero ridimensionarsi drasticamente.

Malgrado l’ottimo riscontro commerciale ottenuto, nel 1924 i fratelli Temperino dopo aver pagato tutti i debiti ai fornitori, decisero di chiudere in modo onorevole l’azienda. La Temperino Motors Ltd. di Londra rimase attiva fino al 1940 e l’attività dei Temperino in Italia proseguì con l’invenzione e il brevetto di numerosi dispositivi meccanici, che lasciavano intuire la ancora fervente creatività ed inventiva della famiglia, come un sistema di raffreddamento ad aria per i motori a combustione interna, o come l’avanguardistico “sea motion”, ideato due anni prima, per produrre forza motrice sfruttando il movimento delle onde del mare.

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La nuova autorimessa aperta nel 1926/The new garage opened in 1926 – Immagine tratta da terramiacanavese.it  – Archivio Temperino Renata Roveri

Nel 1926 i Temperino aprirono una nuova autorimessa a Torino in via Giovanni da Verrazzano, con pompa di benzina e officina di riparazioni, potendo così, anche senza una azienda alle spalle, continuare umilmente a dedicarsi alla loro grande passione per i motori.

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Temperino 8/10 HP esposta al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino / Temperino 8/10 HP display at the National Automobile Museum of Turin – Photo credit: Tomislav Medak 

Le parole di Vittorio Mazzonis, pilota tra gli anni trenta e cinquanta di numerose edizioni della Mille Miglia esprimono bene, lo spirito e le capacità di Maurizio Temperino: “Qualche anno fa ho conosciuto il più anziano dei tre, Maurice; un ometto esile, segaligno, tutto ossa, semplice, timido, dallo sguardo mite velato di rassegnata malinconia. Da lui, quasi cavandogli le parole a una a una dalla bocca, ho saputo queste notizie. La loro prima officina era in corso Principe Oddone all’angolo di Via Cottolengo. Incominciarono a costruire motociclette: erano belle, eleganti, solide, andavano bene e avevano il cambio di velocità, che allora era molto raro. Nel centro del serbatoio spiccava il nome Temperino con lo svolazzo come era di moda a quei tempi.

Un bel giorno pensarono che potevano anche costruire un automobile, una piccola automobile, differente dalle altre che erano invece tutte grosse, lunghe e alte. “Abbiamo fatto le utilitarie – diceva Maurice – trent’anni prima deli altri, e da principio la gente non ci credeva, diceva che le nostre macchine erano “volere e non potere”, ma poi cambiò idea e non lo diceva più”. Ecco le caratteristiche delle vetturette Temperino: motore a V, 2 cilindri, cmc.1000, raffreddamento ad aria, trasmissione a cardano, cambio di velocità a tre marce in avanti e una indietro, con ingranaggi sempre in presa – brevettato – freni a espansione sulle ruote posteriori, illuminazione ad acetilene o elettrica a richiesta”.

Tutto era studiato, progettato, disegnato e collaudato dai tre fratelli: motore, telaio, cambio, differenziale, freni, sterzo. Alla carrozzeria provvedevano gli Stabilimenti Farina di Corso Tortona.

La produzione raggiunse le sette unità al giorno e durante la guerra ’15-’18 i Temperino fornirono anche l’esercito. Le vetturette furono vendute un po’ dappertutto, anche in Russia; in Inghilterra fu addirittura creata la “Temperino Motors Ltd.” con sede in Londra. Avevano anche una loro equipe per le corse e vinsero sovente; Maurice non si ricordava quante volte, ma certo molte. Nel 1920 i tempi si erano fatti difficili, ma tutto sarebbe andato bene ugualmente se non ci fosse stato il grosso fallimento di una banca che rovinò tanta gente e ridusse a zero i Temperino. “Abbiamo perso tutto, perfino i nostri risparmi personali; erano pochi perché noi si lavorava per passione e non per guadagnare molto, ma anche quei pochi se ne sono andati”. Maurice diceva queste parole senza malanimo, da galantuomo, rassegnato al suo destino. (V.M.)”1

 

I Modelli di auto Temperino

Temperino 8/10 HP, nota anche come Tipo 8/10 HP,

  • Anno: 1919
  • disponibile in due versioni: normale e sport.
  • motore anteriore a 2 cilindri a V (1010 cm³, 20 cv), con valvole in testa e raffreddamento ad aria con cambio a 3 marce e retromarcia. 1021 cm³ 25 cv per 90 km/h. nella versione sport
  • potenza: 8/10 HP
  • consumo di cinque litri ogni cento chilometri
  • freni meccanici sulle ruote posteriori,
  • diverse carrozzerie a disposizione: spider a due posti, torpedo a tre posti, landaulet a tre posti con finiture di lusso e camioncino a due posti. Colori: nero, verde oliva e rosso granata.
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Photo credit: Buch-t

Temperino GSM 7-12 HP

  • Anno: 1922
  • motore anteriore a 2 cilindri a V
  • potenza: 7/12 HP
  • Realizzato per i mercati internazionali, ebbe grande successo in Inghilterra e Brasile.

Temperino – Tipo S

  • Anno: 1922
  • motore anteriore a 2 cilindri a V
  • potenza: 8 HP
  • venduto in Inghilterra

Bibliografia

(1) Tratto da “I tre fratelli Temperino” di Vittorio Mazzonis (Enciclopedia dell’Automobile – realizzazione Pinifarina – ediz.Fabbri, 1967)

Alcune parti sono tratte inoltre da:
– emigrati.it
– Alla piccola vettura un grande avvenire! Di  Donatella Biffignandi – Centro di Documentazione del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, 2005
– L’automobile italiana – ediz.Giunti, 2011
– Storia canavesana di Emilio Champagne, 2013

Vittorio Piaggi

 

Temperino: the subcompact racing car [English version]

To cut first the finish line it takes a Temperino! 2

200626_109536722460813_8035749_nWith this cute slogan was born more than a century ago in Turin, the limited company Cars, thanks to the enthusiasm of the Temperino family of Italian-American origins.

The eventful history of the Temperino started in the last decades of the 800, when Giovanni Temperino decided how many Italians to emigrate to the United States to seek their fortune.
Between 1880 and 1915 landed in the United States four million Italians, of which about half in the period between 1900 and 1914 returned to Italy. Arrival in America was characterized by trauma of very hard medical checks, especially at Ellis Island, nicknamed the island of tears.

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Some time later the wife of Giovanni, Caterina Trucano, decided to join her husband who had found work as a miner in Lead City, South Dakota and set off with his son Maurizio “Maurice”, born in 1888 in Limone Piemonte (CN). Within a short time had four children: Giacomo “Jimmy”, Secondo, Carlo “Charlie” e Mary. After the death of the father Giovanni in 1900, the family decided to return to Italy and moved to Borgiallo, a small town near Turin, where some relatives.

Afterwards the Temperino moved permanently in Turin, which promised more job prospects. Here Maurizio worked as a helper in a locksmith workshop and studying at night school; then just fifteen years he was employed in a factory that manufactured bicycles. In 1906 due to mechanical skills acquired up to that point, he decided to finally open with the brothers and with great satisfaction their own mechanical workshop. The workshop Temperino, was specialized in repair of bicycles and motorcycles, tire vulcanization service offered. A system invented by Charles Goodyear, who by combining rubber and sulphur using a chemical process, gives the tire for more elasticity and tensile strength. temperino-1The beginnings of the century promised great progress in the development of the means of locomotion, whose Italian-American brothers did not remain indifferent, so in 1908 they decided to start the production of motorcycles under the brand name Temperino. The official presentation of the first motorcycle was in Turin in 1911 at the “special car Exhibition of the cycle and air force”, held within the international exhibition on the occasion of the fiftieth anniversary of the unification of Italy. In the Salon automobile, airplanes, overflowing bicycles, motorcycles, touring cars, stationary engines, blimps, tires, headlights, typewriters, it wasn’t easy to notice motorcycles “Mead Flyer”, which nonetheless met with some interest, both for the solidity and elegance, that by being equipped with a gearbox, rare device in motorcycle of the time.

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The activities of Temperino continued to develop, so much so that the workshop also became car servicing and repair garage. Among the clients of the garage were important personalities including Queen Margherita Maria Teresa Giovanna of Savoia.

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Photos taken from terramiacanavese.it – Archivio Temperino Renata Roveri

At the same timethe development of the first motorcycle, the company had launched the project of a small car, manageable and economic, in fact already in 1908 were road tested early prototypes, including through participation in motor racing as the Susa-Moncenisio, one of the oldest car races: a grueling uphill ride with a height difference of more than 1,600 meters.

It’s 1913 this racing model with chassis # 004, (see pictures below), currently functional and equipped with twin engine from 982 cc.

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Photo: Archivio Antonello Roccia

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Design development of the first car and the solution of different mechanical details came about thanks to the help of his friend Giulio Cappa Bava nicknamed “the engineer”, a young student at the Politecnico di Torino. Because of the outbreak of the first world war the continuation and put into production the car stopped. Giacomo and Secondo left for the front. Maurizio, too old to be enlisted as a soldier and Sister Mary remained in Turin for government procurement management, because the army had ordered some cars at the Turin-based company.

Charlie became foreman mechanical military schools, while Jimmy entered the newly formed aviation as an instructor and test pilot, has participated in several war actions with the valiant 38 squadron of cap. Rizzano. Burn and will remain seriously injured in the Chin and neck while flying over the Piave San Donà, then he succeeded to land and to escape miraculously.

Meanwhile, thanks to the ability of Maurizio, the company received numerous patents, like that of 1914 to a “removable rim for wheels of vehicles, and its mounting tool”. With the end of the war in 1918 Maurizio was able to start the project again, resuming the setting of the prototype built in 1913, with open bodywork mounted on “A” frame, 1000 cc engine. twin cylinder air cooled and three-speed gearbox with reverse. The construction of the components was entrusted to three different companies, each among the best in his field: the same year the Opessi, an old factory of precision instruments and located at viale Stupinigi 802 in Turin, started the production of frames and Assembly in series of carts, using engines supplied by the motorcycle factory Of Ferrera and fitting body made from Farina coachbuilders.

The automotive bodywork Farina, was founded by Giovanni Farina in 1906 and remained active until 1953. Gave great prestige to the Italian auto industry, developing production systems and technologies. Here were the bones names became great in the development of Italian design, as Alfredo Vignale, Mario Revelli de Beaumont, Giovanni Michelotti, Franco Martinengo, Pietro Frua and Battista Farina, younger brother of the founder.

In October of 1918 was officially established the Temperino limited company with a capital of 500,000 lire and Temperino  Carts entered the Giovanni Farina, the manufacturer of the engines of the coachbuilder Ferrera and the supplier of the frames and Antonio Opessi assembler.

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The press of the time commented with these enthusiastically words the news: “we announce and greet you with a greeting and a propitious wishes a new constructor, a new brand, a new car that sprouts thriving with promise on our horizon. It’s the car Temperino built by ancient and famous Casa Antonio Opessi in Turin. Those who until recently ago expressing predictions on the future of our industry, almost fearful that his energies fatigued by the war and unable to renew themselves could not sustain the increased difficulty of markets and competition, must now recognize their mistake in front of the national opera and ingenious builders animosa and energy worldwide techniques”.

The Temperino car can be considered the true Italian attempt to create a free automobile runabout. It was a small car and affordable prices much more then cars like Lancia or Itala, four five times more expensive. The secret of the Temperino was lightness thanks to the use of motorcycle technologies, small and handling with a good power. A success dictated also by major sports results as proof of the uphill rush of Sassi Superga (March 1919), the race on the Racetrack of Sestrières at 2030 meters altitude (of 1920) and the winning the Grand Prix of the Automobile Club of Italy (average 52.325 km/h). Then came the first deserve rewards and the firm of De Martini Carutti e Gallotti of via Durini 31 in Milano, who took over the representation of the company for Lombardy.

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Image taken from terramiacanavese.it – Temperino Renata Roveri Archive

In the motorcycle Show was presented the first Temperino model car 8 HP. The context was not detrimental, belittling the true potential of the car and making it appear closer to a motorcycles than to a true and complete car, although small in size. In the catalogue you could choose between a spider with two seats, a three-seat torpedo, a landaulet by two or three places, and a pickup truck for two people, with varying prices between 9,000 and 10,000 lire.

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Thanks to media interest aroused over sleeve and the export of first cars in england, the brothers founded shortly after the Temperino Motors Ltd., to market the cars in Britain and Ireland. In 1920 the Temperino sent to London 30 cars per month, a considerable amount for the time. Small satisfactions were also from distant Nations with some orders arrived from Brazil and Russia. They ran even in Anglo-Saxon competitions including the Brooklands Circuit.

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Temperino of JS Wood and Salmson of Andre Lombard at the JCC 200 Mile Race, Brooklands, 1921. Artist: Bill Brunell. Temperino 1089 cc. No: 12. Driver: Wood, J.S. Retired after 30 laps with broken valve. Background: Salmson 1097 cc. Entry No: 16. Driver: Lombard, A. Brooklands. J.C.C. 200-mile Race. Date: 22.10.21.

Among pilots thrilled at the wheel of the Temperino in competitions were the brothers Farina, young sons of Cavalier Farina, proprietor of establishments. Giuseppe (“Nino”) Farina, to which the father had given a Temperino, became in 1950 the first world champion in Formula driving the Alfa Romeo 158/50.

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The dream was interrupted due to the economic crisis which found Italy in the postwar period until the early to mid 20 ‘s, when the accumulated public debt exceeded 70 billion Lire and the increase of currency depreciation reduced by one-fourth the value of the Lira. In this dire situation, aggravated by the failure of the Banca di Sconto in 1921, most of the commercial establishments would be doomed to fail. The Temperino, like many other auto companies such as Itala, Scat and Rapid, they drag the financial meltdown. The crisis did not spare even the big names of motoring as Isotta Fraschini and Bianchi, that in order to survive they had to downsize drastically.
Despite the commercial success achieved, in 1924 the brothers Temperino after paying all debts to suppliers, the company decided to close so Honorable.
The Temperino Motors Ltd. of London remained active until 1940 and the activity of the Temperino in Italy continued with the invention and patent of numerous mechanical devices, which sense the still fervent creativity and inventiveness of the family, as a forced cooling system for internal combustion engines, or as the avant garde “sea motion”, created two years earlier, to produce motive power by exploiting the movement of waves.
In 1926 the Temperinos decide to opened a new garage in Turin, via Giovanni da Verrazzano, with gas pump and repair shop, allowing them, even without a company behind, continue humbly to indulge their passion for engines.
The words of Vittorio Mazzonis, driver between 1930s and 1950s of numerous editions of the Mille Miglia express well, spirit and ability of Maurice Temperino: “a few years ago I met the eldest of the three, Maurice; a slender, wiry, all bones, simple, modest, gentle gaze veiled melancholy of resigned. To him, almost plucked it from the words one by one by mouth, I heard this news. Their first workshop was being Prince Oddone at the corner of Via Cottolengo. Began to build motorcycles: they were beautiful, elegant, solid, they were fine and had no gear, which then was very rare. In the center of the tank stood out the name Temperino with flapping as was fashionable at the time. 

One fine day they thought they could build a car, a small car, different from the others that were all large, long and high. “We made small cars – said Maurice – thirty years earlier, and people did not believe it, said that the machines were “like to want and not to could”, but then they changed thir mind and not to say any more. ” Here are the features of the 2-cylinder V engine Temperino, of cmc. 1000, air cooling, shaft drive, a patented gearbox to three forward and one back, with constant mesh gear – expanding on rear wheels, brakes – acetylene or electric lighting on request “. Everything was researched, designed, developed and tested by three brothers: engine, chassis, gearbox, differential, brakes, steering. The bodywork provided the Stabilimenti Farina di Corso Tortona.

The production reached the seven units a day and during the war ‘ 15-18 is the Temperino provided the army. The carts were sold almost everywhere, even in Russia; in England was even created the “Temperino Motors Ltd.” established in London. They also had a racing team and won often; Maurice did not remember how many times, but certainly many.

In 1920 the times were difficult, but everything would be okay too if it weren’t for the big bank failure that ruined so many people and reduced to zero the Temperino. “We lost everything, even our personal savings; were few because we work for passion and not to earn much, but even those few are gone. ” Maurice spake these words without malice, as a galantuomo, resigned to his fate. (V.M.) ” 1

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Temperino 8/10 HP, also known as Type 8/10 HP

– Year: 1919

– available in two versions: normal and sport

– front engine 2 cylinder V (1010 cm ³, 20 HP), with overhead valves and air cooling with 3 speed and reverse gearbox

– power: 8/10 HP

– engine: 1021 cm ³ 25 HP to 90 km/h. in sport consumption of five liters per 100 km

– mechanical brakes on the rear wheels

– different body types available: a two-seat Roadster, torpedo 3-seater, three-seater landaulet with luxury amenities and a two-seat pickup truck

– colors: black, olive green and Garnet.

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Temperino Type 8/10 HP Sport version

Temperino GSM 7-12 HP

– Year: 1922

– front engine 2 cylinder V

– power: 7/12 HP

– Made for international markets, had great success in England and Brazil.

Temperino S Type

– Year: 1922

– front engine 2 cylinder V

– power: 8 HP

– sold in England

Bibliography
(1) taken from “I tre fratelli Temperino” di Vittorio Mazzonis (Enciclopedia dell’Automobile – realizzazione Pinifarina – ediz.Fabbri, 1967)

Some parts are also drawn from:
– emigrati.it
– Alla piccola vettura un grande avvenire! Di  Donatella Biffignandi – Centro di Documentazione del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, 2005
– L’automobile italiana – ediz.Giunti, 2011
– Storia canavesana di Emilio Champagne, 2013

(2) (trad.Sharpener)

 

Vittorio Piaggi

 

Un pensiero su “Temperino: l’utilitaria da corsa/Temperino: the subcompact racing car [ITA/ENG]

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