Ferrari 312B: the movie [ITA/ENG]

Tutto nasce quando Paolo Barilla ex-pilota di F1* e vicepresidente della nota azienda, precedentemente guidata dal padre, decide di acquistare una delle quattro FERRARI 312B realizzate dalla Scuderia Ferrari nel 1970-71 per il Campionato di F1.

Alcuni filmati girati durante gli interventi di smontaggio della vettura finiscono per diventare un vero film: il soggetto è troppo imponente per essere relegato ad un breve video, anche perché a dirigere il restauro integrale della 312B viene reclutato l’Ing.Mauro Forghieri, creatore della vettura, Direttore tecnico della Scuderia Ferrari dal 1962 fino alla prima metà degli anni ’80 e geniale progettista di alcune tra le più belle formula uno mai realizzate.

Un docu-film emozionante che racconta le difficoltà che si incontrano quando si decide di imbattersi in una operazione come questa, ulteriormente complicata dalla decisione di Barilla di partecipare nel 2016 al grand prix de monaco historique, gara rievocativa di Formula uno sullo storico tracciato di Montecarlo.

La Ferrari 312 B è nata 47 anni fa (1970) e come si faceva all’epoca è stata costruita in modo quasi completamente artigianale. Rappresentò un deciso momento di svolta tecnica e transizione per Ferrari e per la Formula uno in generale. All’epoca il ruolo dell’aerodinamica iniziava ad avere un peso importante. Ferrari grazie alle intuizioni dell’Ing.Forghieri decideva di voltare pagina, abbandonando la oramai superata 312 e introducendo un motore a 12 cilindri piatto, pensato per poter essere ospitato all’interno di un ala di aereo. Questo propulsore era stato infatti creato poco prima dalla casa di Maranello per una azienda americana di aeroplani.

Anche la carrozzeria subiva un deciso rinnovo con l’inserimento di un muso più piatto e squadrato ed inglobando l’alettone posteriore nella carrozzeria. Lo stesso anno Ferrari apportò un cambiamento radicale anche per la partecipazione al Campionato sport prototipi, con l’introduzione della innovativa 512s. Il restauro della 312B è così meticoloso e rispettoso che anche i bulloni vengono recuperati e sabbiati.

Gli esordi in pista rivelano però diversi problemi tecnici. Nei test un pistone tocca contro una valvola rovinandone la sede e per questo motivo il motore deve essere completamente smontato per ricostruire la sede del cilindro. Intanto il tempo passa e rapidamente si avvicina la data di Monaco. Nella regia fresca del giovane regista Andrea Marini le immagini delle fasi di restauro di oggi si alternano a quelle tratte dal campionato F1 del 1970.

Jacky Ickx

La velocità e la tenuta in pista delle auto aumenta ulteriormente, ma la sicurezza è la stessa degli anni ’60: l’abitacolo è circondato da serbatoi pieni di benzina pompata ad alta pressione. Un piccolo urto è sufficiente a scatenare una esplosione; come nell’incidente di Jacky Ickx, che con questa auto proprio nel 1970 ha rischiato di perdere la vita sul circuito di Jarama in Spagna. Interviste a reduci dell’epoca come Niki Lauda, Jackie Stewart, Gerhard Berger, Damon Hill e Jacky Ickx, proiettano il film su un palcoscenico internazionale e conducono di colpo lo spettatore in un epoca irripetibile, guidata dalla passione e dallo spirito di competizione, ma anche contraddistinta dalla mancanza di ogni tipo di regole e di sistemi di sicurezza per il pilota e il pubblico. La storia della 312B ha il suo culmine quando Regazzoni vince il Gran premio di Italia a Monza tenendo dietro di se il formidabile Jackie Stewart. Il giorno prima nelle qualifiche aveva perso la vita Jochen Rindt maestro delle corse in cima al campionato mondiale.

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Certo, difficile paragonare le emozioni dell’epoca con quelle girate oggi, ma il rapido montaggio, la passione di Barilla, il ruggito di Forghieri di fronte alla non sempre perfetta realizzazione di alcune parti tecniche, si uniscono a quello del motore ripreso in modo magistrale e riescono ad emozionare anche i non appassionati di auto da corsa.

Giunge la data del fatidico evento sul tracciato di Monaco. Le immagini della città e gli scorci della pista portano alla mente il fantastico film di John Frankenheimer del 1966. Si aprono le qualifiche e un susseguirsi di eventi a sorpresa lascerà con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo.

Vittorio Piaggi

(*) Paolo Barilla corre nel team Minardi nel campionati di F1 1989-90 ed è vincitore alla 24 ore di Le Mans nel 1985 con la Porsche 956 Team Joest.

Il film Ferrari 312b sarà in questi cinema dall’8 al 10 ottobre.

Ferrari 312B: the movie [English version]

Everything starts when Paolo Barilla ex F1 driver* and Vice-president of the famous pasta company, previously led by his father, decides to purchase one of the four Ferrari 312B made by Scuderia Ferrari in 1970-71 for the F1 championships.

Some footage shot during the dismantling of the car end up becoming a real movie: the subject is too imposing to be relegated to a short video, also because to direct the complete restoration of the 312B is recruited the engineer Mauro Forghieri, creator of the car, technical director of Scuderia Ferrari from 1962 until the first half of the years ’80 and ingenious designer of some of the most beautiful Formula one ever made.

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An exciting docu-film that tells the difficulties that you encounter when you decide to stumble into an operation like this, further complicated by the decision of Barilla to participate in the 2016 at the Grand Prix de Monaco historique, a commemorative race of historic Formula ones on the track of Montecarlo.

The 312 B was built 47 years ago (1970), as was done at the time, in an almost completely artisanal way; It represented a decisive moment of technical change and transition for Ferrari and Formula one in general. At that time the role of aerodynamic began to have an important weight. Ferrari thanks to the intuitions of Forghieri decided to turn the page, abandoning the now exceeded 312 and introducing a 12-cylinder flat engine, designed to be housed within an airplane wing. This engine had been created shortly before by the House of Maranello for an american company of airplanes.

Even the bodywork underwent a decisive renewal with the insertion of a more flat and square snout and encompassing the rear wing in the bodywork. The same year Ferrari brought a radical change also for the participation in the Sport Prototypes Championship, with the introduction of the innovative 512s.

Jackie Stewart

The restoration of the 312B is so meticulous and respectful that even the bolts are recovered and sandblasted. However, the beginnings on the track reveal several technical problems. In the tests a piston touches against a valve and it is ruined, for this reason the engine must be completely dismantled to rebuild the inside of the cylinder. Meanwhile the time passes and quickly approaching the date of Monaco. In the fresh way of the young movie director Andrea Marini the images of the restoration phases of today alternate with those taken from the F1 Championship of 1970. The speed and tightness on the track of the cars further increases, but the security is the same as the ‘ 60: the cockpit is surrounded by tanks full of high pressure pumped gasoline. A small bump is enough to unleash an explosion; as in the accident of Jacky Ickx, that with this car right in the 1970 he risked losing his life on the circuit of Jarama in Spain. Interviews with veterans of the time such as Niki Lauda, Jackie Stewart, Gerhard Berger, Damon Hill and , project the film on an international stage and lead to blow the spectator in a unique time, guided by the passion and the spirit of Competition, but also characterized by the lack of any kind of rules and security systems for the driver and the crowd. The history of 312B has its climax when Regazzoni wins the Grand Prix of Italy in Monza holding behind the formidable Jackie Stewart. The day before in qualifying had lost the life Jochen Rindt Master of the races at the top of the world championship.

Of course, it is difficult to compare the emotions of the time with those turned today, but the rapid movie cut, the passion of Barilla, the roar of Forghieri for the not always perfect realization of some technical parts, are joined to that of the engine taken up so well, and all that can also excite the non-enthusiasts of racing cars.

The date of the fateful event on the track of Monaco arrives. The images of the city and the glimpses of the track bring to mind the fantastic film by John Frankenheimer of the 1966. The qualifications are open and a succession of surprise events will leave with their breath suspended until the last second.

Vittorio Piaggi

(*) Paolo Barilla runs in the Minardi team in the F1 1989-90 Championships and winner at the 24 hours of Le Mans in 1985 with the Porsche 956 team Joest.

 

 

 

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