Romolo Tavoni, il ragioniere delle corse/The races accountant [ITA/ENG]

La figura è elegante, a dispetto dell’età e di qualche acciacco riceve gli amici o quanti vogliono incontrarlo molto volentieri. Apre la porta della sua casa e ci accoglie con una voce ancora austera e ferma. Il taccuino, le foto, il registratore o lo smartphone, c’è l’imbarazzo per il cronista su che cosa fissare quel fiume in piena di ricordi, aneddoti e episodi che racconta con passione, quasi fossero successi ieri, ed invece abbracciano più di mezzo secolo di storia dello sport auto, vissuta dalle stanze dei bottoni all’asfalto delle piste. Sempre in prima linea, meglio in pole position visto l’argomento, per lui arrivato quasi per caso in un mondo che non conosceva. 

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Una immagine delle Officine Alfieri Maserati negli anni ’50/An image of Officine Alfieri Maserati in the 50’s (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

Fresco di diploma comincia alle Officine Alfieri Maserati, poi prevale il desiderio del posto fisso e sicuro e si ritrova giovane ragioniere di una banca. Ed è il suo datore di lavoro che lo manda in missione alla Ferrari, il compito è di tenere sotto controllo i conti dell’azienda del cavallino che passavano attraverso un prestito dell’istituto bancario stesso. Lavora, letteralmente parlando, al fianco del signor Enzo, nella stessa stanza con un tavolo, due sedie ed un armadio.

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7 settembre 1958, Romolo Tavoni ed Enzo Ferrari al Gran Premio d’Italia, Autodromo Nazionale di Monza / Romolo Tavoni, Enzo Ferrari, Grand Prix of Italy, Monza, 07 September 1958. Enzo ferrari with Ferrari Team Manager Romolo Tavoni. (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

Il caratterino del commendatore non tardò a manifestarsi, ma niente di preoccupante quando urlava, il problema vero era quando stava in silenzio. Finito il suo compito ed in procinto di tornare alla sede, Enzo Ferrari che evidentemente lo ritiene prezioso, lo assume direttamente, così comincia la sua “carriera”.

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Aprile 1961, Aerautodromo di Modena, test in pista della nuova Ferrari 156/F1 con motore 120 ° V-6, con un baricentro ribassato. E’ presente l’intero cast dei personaggi Ferrari: piegato sulla parte anteriore dell’automobile per controllare il livello dell’acqua, è il cav. Luigi Bazzi, all’epoca capo tecnico del Team Ferrari; l’uomo piuttosto robusto sulla sinistra di Bazzi è Medardo Fantuzzi che ha realizzato le carrozzerie per le vetture di Formula 1; a sinistra di Fantuzzi con abito scuro e la mano appoggiata nel posto di guida è l’ing.Carlo Chiti, progettista della 156; seduto al posto di guida il pilota americano Richie Ginther, pronto a partire per le prove; dietro l’auto con indosso il cappello il Direttore del team Romolo Tavoni. Appoggiati alla 250 GT del boss, ci sono il team leader e campione del mondo in carica Phil Hill e lo stesso Enzo Ferrari / Ferrari Tests; Modena Aerautodromo, April 1961. The first track test of the new Ferrari 156/F1 car with 120° V-6 motor which offered a lower center of gravity. The entire Ferrari cast of characters is in attendance. Bending over the front of the car, checking the water level, is Cav. Luigi Bazzi, Ferrari’s senior technician of that time; the rather large man just to Bazzi’s left is Medardo Fantuzzi who made the bodies for the F1 cars; to Fantuzzi’s left in the dark suit and with his hand in the cockpit of the car is Ing. Carlo Chiti, who designed this new F1 car; in the car, ready to go out on test, is the American driver Richie Ginther; behind the car wearing the hat is Romulo Tavoni, manager of the Ferrari racing team; and leaning against the boss’s 250GT are team leader and world champion to be Phil Hill and the boss himself, Enzo Ferrari. (Photo by Klemantaski Collection/Getty Images)

Non esiste un ruolo ed una mansione, si lavora e basta, in azienda o sui circuiti, in Italia e nel resto del mondo. Sono gli anni in cui il l’azienda modenese diventa leggenda, con le vittorie a grappoli nelle corse più importanti, dalla formula uno agli sport prototipi. Trionfi che servono ad incentivare le vendite.

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23 giugno 1957, Romolo Tavoni (in camicia bianca) con Phil Hill e il compagno di Scuderia Olivier Gendebien, alla 24 ore di Le Mans / Le Mans, 23 June 1957. Phil Hill with Ferrari Team Manager Romolo Tavoni and teammate Olivier Gendebien. (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

Ricorda ancora bene come nel mese successivo ad una vittoria di Le Mans gli ordini raddoppiavano, osservazione che ci riporta il pragmatico ragioniere sempre attento ai conti. Ma ovviamente è la parte sportiva che prende il sopravvento negli episodi, nelle storie e nelle vicende umane che hanno arricchito e riempito la sua esistenza di sensazioni e di emozioni irripetibili. Conoscendo la nostra provenienza inevitabile parlare di Eugenio Castellotti, la distanza del tempo attenua il dolore ma non la memoria, per lui e per il gruppo di piloti definiti “gli indisciplinati” (cit. da Luca Delli Carri), storie di vite vissute nel mito della velocità, consapevoli che ad ogni curva un rischio, con il traguardo che troppo spesso non era rappresentato dalla bandiera a scacchi. Con loro un elenco infinito di nomi, di uomini e di donne, vicende intrecciate, nel bene e nel male, nelle gioie e nelle tragedie.

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30 aprile 1955, Eugenio Castellotti alla Mille miglia in piazza Vittoria a Brescia mentre chiacchiera con due ragazze prima della partenza. Castellotti partirà con una Ferrari 121 LM ma dovrà presto ritirarsi a causa di un guasto al motore poco dopo il posto di controllo di Ravenna / Ferrari team leader Eugenio Castellotti (1930 – 1957) chats with two ladies during scrutineering in the Piazza Vittoria in Brescia, Italy, before the start of the Mille Miglia, 30th April 1955. Castellotti would drive a Ferrari 121LM into an early lead but would retire with engine failure shortly after the Ravenna control on the Adriatic Coast. (Photo by Klemantaski Collection/Getty Images)

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Lodi, marzo 1957. Enzo Ferrari piange al funerale di Eugenio Castellotti deceduto a 26 anni durante le prove di una nuova Ferrari presso l’Aerautodromo di Modena mentre tentava di strappare il record del circuito a Jean Behra / Italian race car driver and businessman Enzo Ferrari (1898 – 1988) weeps at the funeral of racing driver Eugenio Castellotti in Lodi, March 1957. The 26-year-old Castellotti was killed whilst testing a new Ferrari at the Modena Autodrome while attempting to tear the circuit record to Jean Behra. (Photo by Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

Tanti episodi finiti in dramma e qualche curiosità degna di telefilm d’azione, come si diceva una volta. Così è il racconto del G.P. del Venezuela che sanciva la vittoria nel mondiale marche del 1957, a scapito di Maserati, l’avversario scomodo posto all’altro lato della via Emilia. La missione di vincere la gara e il mondiale è portata felicemente a termine. Il problema è portar fuori da quel paese il trofeo destinato al vincitore, qualche chilo d’oro che suscita l’interesse di molti e mette nel dubbio l’onestà di tanti. Viene studiato un percorso alternativo dal circuito all’aeroporto, con l’aiuto di un residente italiano che lavora per una compagnia petrolifera e tra autocisterne, bagagliai, doppifondi e finte valigie il trofeo arriva nella bacheca di Maranello. E’ l’A.T.S. con il gruppo di tecnici e dirigenti fuoriusciti da Ferrari che lo allontana dall’azienda. L’avventura finisce molto presto, errori madornali nella conduzione finanziaria e mondo delle corse sembra destinato per lui a restare un ricordo del passato. Un uomo con la sua esperienza e capacità non può non destare interesse e arriva la chiamata dell’ACI Milano, che significa in sostanza Monza. Romolo Tavoni diventa così il braccio esecutivo di Luigi Bertett, presidente del sodalizio milanese, sarà lui a tradurre in pratica un’idea del dirigente milanese che si rivelerà geniale: la creazione di una formula addestrativa per giovani piloti. Nasce così la Formula 875 Monza e anche il mito di Tavoni, associato per sempre a quel straordinario periodo sportivo.

Formula 875 Monza CRM SCAM – Franco Bosio – Anno 1969 – Foto collezione privata: Luciano Passoni

CRM SCAM - Franco Bosio - Anno 1969 - Foto collezione privata: Luciano Passoni

Formula 875 Monza – Ambivero – Anno 1969 – Foto collezione privata: Luciano Passoni

Un progetto che non avrà più eguali, fatto non solo da un’idea di vettura, ma legato alla logistica del circuito, alla giornata di gare e all’economia dei partecipanti, vedi prove gratuite e semplicità regolamentari. Con il tempo e successivi passaggi la categoria ha poi perso il suo valore formativo e ad oggi, possiamo considerarla come una eredità che è andata purtroppo dispersa. Non è certo qualche campionato monomarca, più o meno sostenuto da federazioni od enti sportivi generalisti, con costi comunque insostenibili, che possa paragonarsi al glorioso passato.

Formula 875 Monza – Delfino – Pizzochera, Anno 1969 – Foto collezione privata: Luciano Passoni

Da qui forse anche la mancanza di piloti italiani agli alti livelli internazionali nel settore monoposto. Tutto questo lo vede naturalmente sempre attento e curioso, ma il tempo trascorso è veramente tanto e il rammarico non può tradursi, per la sua generazione, in azione, mentre per quelle nuove sembra contare di più l’apparire che l’essere, con le scuole piloti sostituite dagli addetti stampa e dai manager, attenti al colore della vettura o del casco, alla location, alle hospitality e con la pratica in pista comprata su Google Play. Per rifarci da questo velo di amarezza, torniamo con lui al mito del passato e ripassiamo, sfogliando il libro Melegnano Motori, le tante storie che riguardano proprio l’epopea delle “pettarelle” (così all’epoca erano state soprannominate le Formula 875 Monza).

Da sinistra a destra Romolo Tavoni, Domenico Parrotta e Lello Soncini

Poi la nostra cronaca della tappa di Lodi della Mille Miglia di quest’anno riporta alla sua memoria Guidizzolo (MN), cittadina che vide l’incidente di De Portago con la Ferrari, episodio che in conseguenza delle numerose vittime, mise fine all’epopea delle corse su strada in Italia. Un ricordo struggente, il riconoscimento del corpo che dovette fare nella sua qualità di rappresentante della Ferrari, del pilota spagnolo, uno degli “indisciplinati” che, al pari di Eugenio Castellotti, diede molto lavoro alla stampa “rosa” dell’epoca.

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12 maggio 1957, Mille miglia. Alfonso de Portago con il co-pilota Eddy Nelson Cruise su Ferrari 335S al passaggio del punto di controllo di Roma. A 25 miglia dal traguardo della estenuante gara la Ferrari uscì di pista compiendo una strage in cui persero la vita 11 persone / Spanish racing driver and sportsman Marquis Alfonso De Portago, (L) and co-driver Eddy Nelson cruise past the Rome check point during the classic Italian Mille Miglia, (thousand-mile) road race here on May 12th. Later, De Portago, Nelson and at least 11 others were killed when the flame-red Ferrari sports car blew a tire and catapulted at high speed into the crowd watching the race. Five of the victims were children. The disaster occurred only 25 miles from the finish line of the grueling race. The Marquis was 27 years old (Getty images).

Anni dopo transitando nella località lo lasciò di stucco la visione del monumento posto in quel luogo; non si capacitava dell’aspetto poco curato, irrispettoso per i caduti di quella tragedia, tanto da recarsi in Comune, non solo per protestare, ma offrendosi per le spese occorrenti a ridare dignità a quella gente e a quel’episodio. Finisce così il nostro incontro, tra dediche ed autografi; vuole anche il nostro sul libro che gli abbiamo donato e che oggi è là, su quella mensola prestigiosa, insieme a chissà quali storie e quali scrittori. Lo abbracciamo, non solo idealmente, e ci invita a ritornare, quando in realtà noi non vorremmo proprio andarcene, per sentire e gustare chissà quante altre storie. Lui prende la bandiera a scacchi e sale sul podio di Monza, la sventola con autorità scrivendoci un’ultima dedica: “Questa è la parte che mi ha dato più soddisfazione, Romolo Tavoni”.

(P.S. Ringraziamo l’amico Lello Soncini che ci ha “raccomandato”, aiutato e accompagnato in questo incontro. La dedica di Romolo Tavoni è sulla fotografia posta sul libro “TROFEO CADETTI: una storia che continua”, di Massimo Ciampi e Roberto Chinchero – Promit Edizioni – 1996)

Luciano Passoni

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24 agosto 1958, Romolo Tavoni e Maria Teresa de Filippis su Maserati 250F al Gran Premio del Portogallo, sul Circuito di Boavista / Romolo Tavoni, Maria Teresa de Filippis, Maserati 250F, Grand Prix of Portugal, Circuito da Boavista, 24 August 1958. Ferrari Race Director Romolo Tavoni with Maria Teresa de Filippis. (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

Romolo Tavoni, the races accountant [English version]

The elegant figure in spite of age and some wrinkles on his face, receives friends or those who want to meet him very willingly. Opens the door of his house and welcomes us with a voice still austere. The notebook, the photos, the recorder or the smartphone, there is an embarrassment for the chronicler on what to fix that river in full of memories, anecdotes and episodes that he tells passionately, almost were successes yesterday, or that embraces more than half a century of history of the sports car, experienced by the rooms of the buttons to the asphalt of the circuits. Always at the forefront, better in pole position seen the topic, for him arrived almost by accident in a world he did not know. Fresh from diploma begins at Officine Alfieri Maserati, then prevails the desire of a safe place and finds himself young accountant of a bank.

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22 maggio 1961, Romolo Tavoni al Gran Premio d’Olanda sul Circuito di Zandvoort / Grand Prix of the Netherlands, Circuit Park Zandvoort, 22 May 1961. Ferrari Race Director Romolo Tavoni (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

It’s his employer who sends him on a mission to Ferrari, the task is to keep under control the accounts of the company of the “horse” that passed through a loan from the banking institution itself.
He works, literally speaking, at the side of Mr.Ferrari, in the same room with him, with a table, two chairs and a wardrobe.

The character of the commander was not slow to manifest, but nothing worrying when he screamed, the real problem was when he was silent. Finished his task and about to return to the headquarters, Enzo Ferrari who evidently considers it valuable, assumes it directly, so begins the career of Romolo. There is no role and a job, just work in the company or on the circuits, in Italy and in the rest of the world. It is the years in which the company from Modena becomes legend, with the victories with clusters in the most important races, from Formula One to the sports prototypes. Triumphs that serve to stimulate sales.

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18 giugno 1961, Romolo Tavoni e Wolfgang von Trips su Ferrari 156 al Gran Premio del Belgio sul Circuito di Spa-Francorchamps / Wolfgang von Trips, Ferrari 156 Sharknose, Grand Prix of Belgium, Circuit de Spa-Francorchamps, 18 June 1961. Wolfgang von Trips with Ferrari race director Romolo Tavoni. (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

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29 giugno 1958, Romolo Tavoni con Phil Hill e la giornalista americana Denise McCluggage, alla “Gara dei due mondi”, Race of Two Worlds, Autodromo Nazionale di Monza, 29 June 1958 / Phil Hill, Romolo Tavoni, Denise McCluggage, Race of Two Worlds, Autodromo Nazionale Monza, 29 June 1958. Phil Hill with Ferrari Team Manager Romolo Tavoni and American journalist Denise McCluggage . (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

Still remembers well, how in the month following a victory of Le Mans the orders at Ferrari doubled, observation that brings us the pragmatic accountant always attentive to the accounts. But of course it is the sporty part that takes the upper hand in the episodes, in the stories and in the human vicissitudes that have enriched and filled its existence of sensations and unrepeatable emotions.

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21 giugno 1959, Romolo Tavoni e Phil Hill alla 24 ore di Le Mans / Phil Hill, Romolo Tavoni, 24 Hours of Le Mans, Le Mans, 21 June 1959. Phil Hill with Ferrari Team Manager Romolo Tavoni. (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

Knowing our origins it’s inevitable to speak about Eugenio Castellotti, the distance of time attenuates pain but not memory, for him and the group of drivers defined as “the unruly” (CIT. by Luca Delli Carri), stories of lives lived in the myth of Speed, aware that at every turn a risk, with the goal that too often was not represented by the checkered flag. With them an endless list of names, men and women, intertwined vicissitudes, for better or for worse, in joys and tragedies.

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Milla miglia del 1956, Enzo Ferrari assieme ad Eugenio Castellotti durante il checkpoint di Bologna / Italian race car driver and businessman Enzo Ferrari (1898 – 1988) with Eugenio Castellotti (1930 – 1957), winner of the Mille Miglia race, at the Bologna checkpoint, 1956. (Photo by Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

Many episodes ended in drama and some curiosity worthy of action TV, as it was once said. Thus is the account of the G.P. of Venezuela which sanctioned the victory in “Campionato Marche” of 1957, at the expense of Maserati, the awkward adversary placed at the other side of the Via Emilia.

The mission to win the race and the world championship is brought happily to term. The problem is to take out from that country the trophy destined for the winner, a few pounds of gold that raises the interest of many and puts in doubt the honesty of many. An alternative route is studied from the circuit to the airport, with the help of an Italian resident who works for an oil company and between tankers, luggage racks, double bottoms and fake suitcases the trophy arrives on the bulletin board of Maranello. It is the A.T.S. with the group of technicians and executives who came out from Ferrari that brings him away from the company.

The adventure ends very early, great mistakes in the financial conduction and racing world seems destined for him to remain a reminder of the past. A man with his experience and ability can not arouse interest and arrives the call from ACI Milano (Automobile Club d’Italia), which means in essence the Monza Autodrome. Romolo Tavoni becomes the executive arm of Luigi Bertett, president of the milanese association, he will translate in practice an idea of the milanese manager that will prove to be ingenious: the creation of a training formula for young pilots.

Formula 875 Monza – CRM SCAM – Franco Bosio – Anno 1969 – Foto collezione privata: Luciano Passoni

Thus was born the Formula 875 Monza and also the myth of Tavoni, always associated with that extraordinary sporting period. A project that will no longer be equal, made not only by a car idea, but linked to the logistics of the circuit, the day of competitions and the economy of the participants, like free trials and simple regulations.

Formula 875 Monza – Cavallini – Foto collezione privata: Luciano Passoni

By the time and subsequent passages the category has then lost its formative value and to this day, we can consider it as a legacy that has unfortunately gone missing. It is certainly not a single-brand championship, more or less supported by federations or generalist sports bodies, with however unsustainable costs, which can be compared to the glorious past. From here perhaps also the lack of Italian riders at high international levels in the single-seater sector.

All this sees Romolo Tavoni naturally always attentive and curious, but the time spent is really so much and the regret can not translate, for his generation, in action, while for the new ones seems to count more the appearance that the being, with the drivers schools replaced by the press officers and managers, attentive to the color of the car or helmet, the location, the hospitality and with the drivers practice on the track bought on Google Play.

From left to right Romolo Tavoni, Luciano Passoni and Lello Soncini

To get back from this veil of bitterness, we return with him to the myth of the past and review, leafing through the book “Melegnano Motori”, the many stories that pertain to the epic of “Pettarelle” (so at the time were nicknamed the Formula 875 Monza).
Then the our chronicle of the Lodi stage of the Mille Miglia of 2018, brings back to his memory Guidizzolo (Mantova), a town that saw the incident of De Portago with Ferrari, episode that as a result of the many victims, put an end to the epic of road racing In Italy. A poaching memory, the recognition of the body he had to do, as representative of the Ferrari Company, the Spanish rider, one of the “unruly” who, like Eugenio Castellotti, gave much work to the tabloid press of that time.

Years later, transiting again by Guidizzolo left him shocked the vision of the monument placed in that place; It was not a matter of the uncared aspect, disrespectful to the fallen of that tragedy, so much to go in the Municipality offices, not only to protest, but to offer them to cover the expenses needed to restore dignity to those people and to that episode.
Thus ends our meeting, between dedications and autographs. He also wants our autographs on the book that we gave him and that today is there, on that prestigious shelf, together with who knows what stories and which writers. We embrace him, not only ideally, and Romolo invites us to come back, when in fact we would not really want to leave him, to hear and enjoy who knows how many other stories.

He takes the checkered flag and rises on the podium of Monza, than waving with authority and write to us a last dedication: “This is the part that has given me more satisfaction, Romolo Tavoni.

P.S.: a big thank to the friend Lello Soncini who has “recommended” us, helped and accompanied in this meeting. The dedication of Romolo Tavoni is on the photograph placed on the book “TROFEO CADETTI: una storia che continua”, by Massimo Ciampi and Roberto Chinchero – Promit Edizioni – 1996.

Luciano Passoni

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29 giugno 1958, Romolo Tavoni assieme a Phil Hill alla “Gara dei due mondi”, Race of Two Worlds, Autodromo Nazionale di Monza / Phil Hill, Romolo Tavoni, Race of Two Worlds, Autodromo Nazionale Monza, 29 June 1958. Phil Hill with Ferrari team manager Romolo Tavoni. (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

 

 

 

 

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