Goodbye Stirling! [ITA/ENG]

Pochi minuti fa ho ricevuto questa brutta notizia dal caro amico e pilota Gimax: “Stirling Moss è morto”.

Carlo Franchi, in arte Gimax ebbe modo di conoscere Moss sulla pista di Goodwood, quando nel ’78 stava provando la Surtees TS20 in vista della sua partecipazione al Gran premio d’Italia di Formula 1 di quell’anno. Fu proprio a Goodwood che sedici anni prima Moss rimase gravemente ferito durante una gara alla guida di una Lotus nel Trofeo Glover.

Sir Stirling Craufurd Moss nato a Londra il 17 settembre 1929 ha contribuito a costruire la storia delle corse automobilistiche tanto quanto Nuvolari o Jim Clark.

Moss rientra nella categoria di quei piloti molto bravi, come ad esempio Chris Amon, ma che per una serie di circostanze sfavorevoli non ebbe mai modo di vincere un campionato, ma solo singole gare e diversi Gran Premi (16 in totale).

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Proprio per questo motivo venne bollato ingiustamente come “l’eterno secondo”, cosa non vera in quanto nella sua carriera dimostrò le proprie capacità con numerose vittorie in altrettante categorie.
In famiglia Moss ci si nutriva di gare a pranzo e cena, infatti il padre Alfred Ethelbert Moss corse negli anni ’20 e arrivò 14º alla 500 Miglia di Indianapolis del 1924, mentre la sorella Pat Moss correva nei rally e sposò il pilota Erik Carlsson.

Nel 1949 Stirling iniziò a correre nella Formula Libre con Cooper BRM dove conquistò a Goodwood la prima vittoria. La sua carriera iniziò da subito a dare buoni frutti in diverse categorie e nel ’50 e ’51 vi furono diversi podi tra cui il Tourist Trophy a bordo di una Jaguar XK120.

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Gli anni ’50 saranno costellati di successi con diverse auto e in varie categorie: numerose vittorie con jaguar c-type (1952-53), un secondo posto alla 24 ore di Le Mans (1953), primo alla 12 ore di Sebring con Osca MT4 (1954).

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Nel ’54 arrivò il primo podio in F1 al GP del Belgio, dove approfittando del ritiro di Nino Farina, chiuse in terza posizione su Maserati.

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Nel ’55 entrò nella squadra Daimler-Benz come compagno di Manuel Fangio al volante della Mercedes-Benz W196 e portò a casa una vittoria al Gp di Inghilterra.

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Quell’anno fu particolarmente positivo per Stirling che vinse anche la mitica Mille Miglia al volante di una Mercedes 300SLR, che anche grazie alla straordinaria potenza della vettura, paragonata a quella delle auto dell’epoca, lo portò a coprire il tracciato (fatto per lo più di strade sterrate) con una velocità media di 157,650 km/h. e realizzando un record poi rimasto ineguagliato.

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Quì le foto della Mercedes 300SLR alla Mille Miglia del 2019

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Lo stesso anno conquistò sempre su 300SLR anche la Targa Florio.

I successi proseguirono anche negli anni seguenti, anche nella Formule 1, ma senza avere mai la soddisfazione di vincere un campionato: primo nei GP di Monaco e di Monza (1956) al volante della Maserati 250F, macchina ufficiale della scuderia Alfieri Maserati.

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Con Vanwall primo in Gran Bretagna e poi sui circuiti di Monza e Pescara (1957).

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Primo in Argentina, Olanda, Portogallo e Marocco con Cooper-Climax e Vanwall (1958).

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Primo in Portogallo e Italia (1959), primo a Monaco e a Riverside (USA) con Cooper- Climax (1960), primo a Monaco e sul Nürburgring con Cooper- Climax (1961).

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Il 29 maggio del ’57 tentò anche un record di velocità in Classe F sul miglio lanciato sul lago salato di Bonneville, Utah, (USA), sua una MG appositamente realizzata.

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Nel ’61 ebbe anche modo di conquistare ulteriori successi anche al volante di una Ferrari 250 GT, con diverse vittorie tra cui: una all’Empire Trophy (Silverstone), due a Brands Hatch, una al Tourist Trophy e due vittorie a Nassau.

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L’anno seguente l’ascesa di Moss venne bloccata dal grave incidente accaduto a Goodwood, nel quale rimase gravemente ferito e in seguito al quale rimase in coma per 1 mese, con una temporanea paralisi della parte sinistra del corpo.

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Una volta ristabilitosi, fece alcuni test con la Lotus, ma avendo riscontrato un leggero calo nelle proprie prestazioni, Moss decise di ritirarsi dalle corse.

In realtà sei anni dopo, in alcune toccate e fughe partecipò alla 84 Ore del Nürburgring, con una Lancia Fulvia HF ufficiale assieme ad Innes Ireland e Claudio Maglioli e nell’80 al British Touring Car Championship su Audi al fianco di Martin Brundle.

Nel 1959 venne insignito da parte della Regina d’Inghilterra del titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico e nel 2000 Cavaliere del Knight Bachelor.
Con l’orgoglio di un vero inglese, un giorno esclamò: “È meglio perdere con onore in una vettura inglese che vincere con una vettura straniera”.

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Goodbye Stirling!

Vittorio Piaggi

 

Goodbye Stirling! [English version]

A few minutes ago I received this bad news from my dear friend and driver Gimax: “”Stirling Moss is dead”.

Carlo Franchi, aka Gimax got to know Moss on the Goodwood track, when in ’78 he was testing the Surtees TS20 ahead of his participation in that year’s Formula 1 Italian Grand Prix.

It was also at Goodwood that 16 years earlier Moss was seriously injured in a Lotus induring the Glover Trophy.

Sir Stirling Craufurd Moss born in London on 17 September 1929 helped build the history of motor racing as much as Nuvolari or Jim Clark.

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Moss falls into the category of those very good drivers, such as Chris Amon, but that for a series of unfavorable circumstances never got to win a championship, but only individual races and several Fomula one Grand Prix (16 in total).

For this reason he was unfairly branded “the eternal second”, which is not true because in his career he demonstrated his abilities with numerous victories in as many categories.
The Moss family had races for lunch and dinner, with father Alfred Ethelbert Moss racing in the 1920s and finishing 14th in the 1924 Indianapolis 500, then his sister Pat Moss ran rally and married driver Erik Carlsson.

In 1949 Stirling started racing in the Fomula Libre with Cooper BRM where he won his first win at Goodwood. His career immediately began to bear fruits in different categories and in the 1950s and 1951s there were several podiums including the Tourist Trophy aboard a Jaguar XK120.

The 1950s will be full of successes with different cars and in various categories: numerous victories with jaguar c-type (1952-53), a second place at the 24 Hours of Le Mans (1953), first at the 12 hours of Sebring with Osca MT4 (1954).

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In ’54 it came the first podium in F1 at the Belgian GP, where taking advantage of the retirement of Nino Farina, he finished in third place on Maserati.

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In 1955 he joined the Daimler-Benz team as Manuel Fangio’s teammate behind the wheel of the Mercedes-Benz W196 and took home a victory at the British GP.

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That year was particularly positive for Stirling who also won the legendary Mille Miglia with the Mercedes 300SLR, which also thanks to the extraordinary power of the car, compared to that of the cars of the time, led him to cover the track (made mostly of dirt roads) with an average speed of 157.650 km/h. and achieving a record that remained unmatched. The same year he also won the Targa Florio on 300SLR.

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Here are the photos of the Mercedes 300SLR at the Mille Miglia in 2019

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The successes continued in the following years, also in Formula 1, but without ever having the satisfaction of winning a championship: first in the Monaco GPs and Monza (1956) with Maserati 250F, official car of the Alfieri Maserati team.
With Vanwall first in Britain and then on the Monza and Pescara circuits (1957).

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First in Argentina, Holland, Portugal and Morocco with Cooper-Climax and Vanwall (1958).

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First in Portugal and Italy (1959), first in Monaco and Riverside (USA) with Cooper- Climax (1960), first in Munich and on the Nurburgring with Cooper- Climax (1961).

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On May 29, 1957, he also attempted a Class F-class speed record on the mile thrown over the salt lake of Bonneville, Utah, (USA), his specially made MG.

In 1961 he also had the opportunity to achieve further success behind the wheel of a Ferrari 250 GT, with several victories including: one at the Empire Trophy (Silverstone), two at Brands Hatch, one at the Tourist Trophy and two victories at Nassau.
The following year Moss’s ascent was halted by the serious accident at Goodwood, in which he was seriously injured and later in a coma for 1 month, with temporary paralysis of the left side of his body.

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Once he recovered, he did some tests with Lotus, but having seen a slight drop in his performance, Moss decided to retire from racing.
In fact, six years later, in some touches and escapes he participated in the 84 Hours of the Nurburgring, with an official Lancia Fulvia HF along with Innes Ireland and Claudio Maglioli and in the 80 at the British Touring Car Championship on Audi alongside Martin Brundle.
In 1959 he was awarded the title of Officer of the Order of the British Empire by the Queen of England and knighted in the Knight Bachelor in 2000.
With the pride of a true Englishman, he one day exclaimed, “It is better to lose with honour in an English car than to win with a foreign car.”

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Goddbye Stirling!

Vittorio Piaggi

 

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